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tmw / avellino / Editoriale
Non siamo certo al "redde rationem", però.....
venerdì 23 settembre 2011, 18:40Editoriale
di Rino Scioscia
per Tuttoavellino.it

Non siamo certo al "redde rationem", però.....

Domenica i Lupi vanno a Viareggio. E forse in molti ad Avellino non hanno contezza che questa sarà appena la quarta partita del campionato! Però le tre gare disputate dai Biancoverdi hanno lasciato un po' di amaro e tanti dubbi su quanto espresso dalla squadra, ma soprattutto su ciò che il suo mister può averle dato finora.
Diciamo che, francamente, prescindendo dai risultati (una vittoria e due sconfitte consecutive) lo schieramento dell'undici in campo e l'individuazione e la distribuzione dei compiti assegnati ai singoli calciatori scesi in campo in questi 270 minuti da parte di Bucaro, hanno destato diverse perplessità. Errori ce ne sono stati, ed alcuni di essi, anche (con grande onestà intellettuale) ammessi dal tecnico siciliano, ma soltanto  uno sprovveduto può pensare che essi discendano direttamente dal modulo tattico (il 4-3-3) che l'ex difensore centrale è solito attuare. 
A nostro sommesso avviso, gli errori piu' eclatanti finora commessi da Bucaro sono direttamente connessi con la distribuzione dei compiti assegnati ai singoli calciatori e con un certo “disequilibrio” tattico tra le due fasi di gioco (che, evidentemente può essere anche figlio, per certi versi, di questa errata distribuzione di compiti a singoli non adatti a determinate "mansioni"). In parole poverissime, il mister siciliano (zemaniano convinto) è un allenatore dichiaratamente offensivista (nel senso che la sua filosofia del calcio prevede innanzitutto l'offesa, il primato della fase di possesso palla). Ciò, per carità non costituisce un elemento di discrimine (perchè, nel calcio, vivaddio, contano i risultati che si ottengono, non la filosofia o la cultura del gioco, che  tradotti sul campo, possono essere solo uno strumento per ottenerli!).
Orbene, sempre a nostro sommesso avviso, la scelta degli undici interpreti del gioco che Bucaro si è prefissato di attuare non è del tutto “bilanciata” in egual misura tra le due fasi, nel senso che (nell'undici di base) appaiono troppi numericamente i calciatori votati alla fase di possesso e pochi quelli deputati al gioco di ripiegamento e/o interdizione. E ciò anche volendo prescindere dalle caratteristiche tecnico-tattiche dei singoli calciatori (per esempio, nei calciatori scesi in campo finora nei 270 minuti giocati dai Lupi, è molto difficile trovarne uno che abbia spiccate caratteristiche di interdizione: lo stesso D'Angelo, non è un calciatore di rottura del gioco avversario, benchè riesca brillantemente ad aiutarsi con la generosità ed il grande dinamismo), il contemporaneo impiego in mediana di Millesi e Correa (che sono due trequartisti naturali, adattati a compiti di centrocampisti), se da un lato rende  pericolosamente ridondante il numero dei calciatori di attacco (ben 5 su 11, un eccesso evidente), dall'altro lato, determina uno scompenso insostenibile nella fase di non possesso). Senza considerare poi, che i compiti assegnati ai singoli componenti il trio di attacco finora utilizzato (soprattutto Lasagna e DeAngelis), a giudicare da quanto prodotto in queste tre gare, non sono stati (sul piano della produttività offensiva) distribuiti convenientemente: De Angelis (calciatore molto tecnico, in grado di saltare l'uomo e puntare alla porta, sia centralmente che lateralmente) impiegato da prima punta, troppo spesso costretto a giocare spalle alla porta, e Lasagna (meno tecnico dello Stabiese, ma maggiormente in grado di reggere il peso ed i compiti di una punta centrale) spostato sull'esterno sinistro, dove mostra maggiori difficoltà di movimento. Per tacere delle lacune strutturali degli esterni bassi (volendo tornare a bomba ai grossi problemi riscontrati nella fase difensiva): troppo giovani, inesperti ed inconsistenti in marcatura, per poter offrire un minimo di garanzia di tenuta. Insomma, sono diversi e già piu' volte trattati i problemi cui dovrà porre mano il tecnico siciliano. Certamente, ci parrebbe talmente inopportuno e controproducente mettere in discussione, dopo appena 270 minuti di campionato, la titolarità della panchina biancoverde, che non ci sogniamo neppure di pensare alla gara di Viareggio come quella del “redde rationem” per Giovanni Bucaro. Come, ci rifiutiamo di credere che, in questo senso, possano averci fatto un pensierino i dirigenti biancoverdi.
Ad ogni modo, a sentire gli umori dell'ambiente e le “attese” della tifoseria, cambiamenti (non tanto tattici, nel senso del modulo) ma nella scelta degli uomini da mandare in campo, sono da piu' parti invocati. Cambiamenti che non debbano necessariamente condurre  ad una rivoluzione e/o resipiscenza di mentalità e gioco da parte dell'attuale tecnico avellinese.  Ma, quantomeno, siano sufficienti a dare l'idea della volontà di Bucaro di un utilizzo piu' efficace dei calciatori a disposizione, magari facendo scelte improntate maggiormente allo sfruttamento delle originarie caratteristiche tecnico-tattiche dei singoli calciatori, in maniera da poterne ricavare un rendimento piu' produttivo per la squadra biancoverde.

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