Avellino-Benevento, ovvero campanile vs classifica
Il derby di questa sera, in qualche maniera, sfugge ai connotati di un non remoto passato. E si perchè, senza voler andare ai tempi "pionieristici" degli anni cinquanta o sessanta (nei quali nessuna delle due contendenti poteva vantare onore e gloria), negli ultimi 4 decenni questa sfida tra Irpini e Sanniti ha sempre avuto un canovaccio ben definito: le superiori ambizioni Biancoverdi contro lo "spirito di emulazione" dei Giallorossi. Una rivalità che, in epoca recente, si è basata ed è stata alimentata soprattutto dal "morboso" bisogno dei cugini stregoni di misurarsi contro il blasone irpino. Ovviamente, quando è stato possibile, considerato che per lunghi decenni le strade dei due club sono state separate dalla Leggenda dei Lupi nell'Olimpo del calcio italiano, e/o dalla partecipazione dell'Avellino in categorie (vedi la serie cadetta) purtroppo mai raggiunte dal Benevento. Insomma due storie parallele, che, per definizione, non potevano incontrarsi. Poi le "alterne" fortune dei Biancoverdi negli ultimi venti anni hanno permesso diversi derby, sebbene sempre con i rispettivi ruoli, innanzi specificati. Nell'ultimo lustro le parti si sono in qualche modo capovolte: il Benevento con l'arrivo dei fratelli Vigorito (Avellinesi di adozione) è divenuto assiduo frequentatore dei piani alti della terza serie; mentre l'Avellino, caduto in disgrazia, soltanto quest'anno ha potuto riaffacciarsi, dopo due anni di inferno (in quinta e quarta serie) in un calcio piu' o meno consono alla propria storia. E quindi, adesso, come dicevamo in apertura, i connotati sono ben diversi: al Benevento tocca la parte del cugino piu' ricco ed ambizioso, all'Avellino il ruolo, non auspicabile, del parente piu' umile.
L'attuale classifica rispecchia sostanzialmente i diversi campionati pianificati dai due club: Giallorossi in lotta per i Play off e Biancoverdi alla ricerca della traquilla salvezza. Sul piano della consistenza tecnica delle due contendenti, il riferimento va inevitabilmente a ciò che hanno mostrato e dimostrato nel derby di andata, in terra sannita. Al Ciro Vigorito, per lunghi tratti della gara, i Lupi diedero l'impressione di poter comandare il gioco e potere addirittura indirizzare il match secondo i propri disegni tecnico-tattici. La compagine di Bucaro resse il confronto con i piu' acclamati rivali, dai nomi altisonanti. Il pareggio finale, 2-2, fu l'oggettivo compendio per una prova molto positiva da parte dei Lupi. Un girone dopo, con la classifica, ormai, quasi delineata, le ambizioni dell'Avellino si riducono alla ricerca della vittoria per l'orgoglio del campanile. Sull'altra sponda, viceversa, le attese e le speranze dell'equipe di Carmelo Imbriani (che da calciatore fu l'ultimo a castigare i Lupi, proprio al Partenio, sette anni orsono) tendono a perseguire fino in fondo il sogno promozione, attraverso la partecipazione ai play off. Chi la spunterà in questa sfida tra le due diverse esigenze e motivazioni: il campanile o la classifica? Lo sapremo tra qualche ora.
Ecco le probabili formazioni (arbitro il Sig. Cifelli di Campobasso):
Avellino: Fumagalli, Zappacosta, Puleo, Cardinale, Pezzella; D'Angelo, Massimo, Arcuri, Millesi, Zigoni, De Angelis. All. Bucaro.
Benevento: Gori, D'Anna, Rinaldi, Siniscalchi, Anaclerio; La Camera, Rajcic, De Vezze, Cia, Altinier, Pintori. All. Imbriani.


