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Avellino - Benevento, l'analisi del giorno dopoTUTTOmercatoWEB
© foto di Luigi Gasia/TuttoLegaPro.com
sabato 31 marzo 2012, 08:50Copertina
di Rino Scioscia
per Tuttoavellino.it

Avellino - Benevento, l'analisi del giorno dopo

Il tecnico biancoverde aveva dichiarato alla vigilia che se i suoi uomini avessero giocato sotto ritmo e non fossero stati aggressivi, avrebbero avuto problemi a superare avversari esperti e tecnicamente molto validi come i Sanniti. In effetti, il match ha avuto giusto quei connotati tecnico-tattici paventati da Bucaro. La maggiore qualità di palleggio degli Stregoni nella zona nevralgica del campo, presidiata con estrema efficacia e maestria da Rajcic,  La Camera  e De Vezze, è andata a nozze con i ritmi troppo compassati di un centrocampo biancoverde non all'altezza delle aspettative. Un Arcuri sotto tono ed un D'Angelo meno mobile del solito hanno dato troppo campo a calciatori navigati, come quelli giallorossi, che hanno saputo dettare i tempi e prendere in mano l'inerzia del match. Per tutta la prima frazione di gioco l'Avellino, che voleva fare la partita, ha avuto problemi a portare avanti la manovra, ed ha saputo gestire ancora peggio il non possesso, soprattutto senza quella cattiveria e quell'aggressività richesta dal suo mister. E se alla carenza di proposizione si abbina una scarsa protezione ed una deficitaria attenzione nella fase difensiva (il gol subito da Cia è paradigmatico di tantissimi gol presi quest'anno dall'Avellino; anzi, se possibile, l'azione del vantaggio beneventano ha rievocato la prima rete subita dai Lupi, ad opera dello stesso calciatore giallorosso, nel derby di andata) ci si rende conto come è stato possibile creare i presupposti della sconfitta. Che se non si è materializzata, è stato per una fortunata  sommatoria di episodi fondamentali, tutti a favore dell'Avellino. Nel secondo tempo, la compagine di Bucaro si è assunta la responsabilità di fare la partita, anche perchè al Benevento veniva facile attendere nella propria metà campo ed approfittare degli inevitabili spazi per le ripartenze. Il ritmo dei Lupi è si aumentato, ma poco affanno ha arrecato alla fase di non possesso dei Sanniti. Che in contropiede, specie nell'ultima parte di gara, si sono divorati l'impossibile, sia con Pintori, sia con lo stesso Cia, oltre che con l'ultimo entrato Sy. Alcuni miracoli li ha compiuti anche il portiere biancoverde Fumagalli. Cosi, come quasi sempre accade, la squadra che non è capace di ammazzare la partita, può essere vittima dei suoi stessi errori. Cosa che è accaduta al Benevento, punito nell'ultimo assalto disperato dei Lupi, con quel cross a giro di Millesi e la felice incornata di Zigoni. Un pari che sicuramente sta stretto al Benevento, che può prendersela solo con se stesso. Per l'Avellino, tutto sommato, ancorchè arrivato in una delle sue peggiori gare disputate al Partenio (al di là della generosità degli uomini di Bucaro, che pure non è mai mancata), un punto assolutamente guadagnato. Che fa classifica e ridà morale. La salvezza è a portata di mano. Ma guai a pensare di averla già in tasca, considerato che là dietro (vedi Spal e Pavia) non vogliono assolutamente arrendersi. CI vuole ancora qualche punto, e dunque non è assolutamente il caso di sedersi proprio ora. Perciò sotto con il Como. La sfida in riva al Lario è tra soli 4 giorni. Una vittoria in Lombardia potrebbe finalmente chiudere la pratica. Ed è ciò che si augurano tutti i tifosi biancoverdi.

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