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L'analisi di Avellino-Latina: noia, emozioni, sorprese e i "terribili" di MassimoTUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
domenica 8 febbraio 2015, 08:45Copertina
di Pellegrino Marciano
per Tuttoavellino.it

L'analisi di Avellino-Latina: noia, emozioni, sorprese e i "terribili" di Massimo

Il calcio è strano. Partendo da questo famoso detto si può poi proseguire nell'analisi di Avellino-Latina. Gara avvincente, a tratti noiosa e povera di occasioni, ma sempre viva con le due squadre che non si sono risparmiate, soprattutto a centrocampo. E' stata inizialmente una guerra di nervi tra Rastelli e Iuliano, due tecnici emergenti, giovani e con le carte in regola per un futuro roseo. Il collaudato 3-5-2 dei padroni di casa contro il 4-3-3 dei pontini, seppur orfani del "regista" Viviani. Giocatore che non si regala facilmente. Biancoverdi che soffrono inizialmente concedendo molto, forse troppo, campo agli avversari. Gomis non ha vissuto un pomeriggio troppo impegnativo ma il Latina ronzava nelle zone pericolose come una zanzara, salvo poi mancare nell'affondo finale, nella puntura, per dirla francamente. E allora cosa è successo? E' successo che l'Avellino ha preso coraggio, ci ha provato in tutti i modi con Comi, ma un po' la sfortuna, un po' Di Gennaro hanno abortito i tentativi dell'ex Milan, fermo a quota quattro centri in campionato. C'è voluto un lampo del mai domo Oduamadi, giocatore rapido, brevilineo e dal dribbling efficace per mettere a sedere prima Ely e poi Chiosa, che in scivolata ha procurato un calcio di rigore evitabile con conseguente cartellino rosso. Frittata quasi fatta. C'è voluta, poi, una meta di Olivera (inutile addentrarsi nella trattativa presunta che lo avrebbe voluto in Irpinia) per scacciare via la paura e i fantasmi di Vicenza, Crotone e Cittadella.

Rastelli ci ha pensato, ha riflettuto a lungo e ha caricato i suoi. Linea mediana a rombo. Ha inserito Zito che ha regalato maggiore intensità a centrocampo ma anche qualità nei calci piazzati. Da un suo corner è infatti nato il vantaggio siglato dal solito Castaldo, che con una zuccata ha trafitto Di Gennaro e compagnia bella, mandando all'aria i sogni di gloria dei neroazzurri che avevano assaporato, con un uomo in più, il sapore di un probabile colpaccio. Iuliano ha poi provato il tutto per tutto inserendo Sowe ma la retroguardia biancoverde, rimpolpata dall'ingresso di Fabbro, tiene bene e brinda al secondo successo consecutivo. Prestazione magari non brillantissima quella di D'Angelo e compagni, ma di certo efficace. Vittoria preziosa dal punto di vista psicologico e della classifica, che sfoggia un Avellino al quarto posto solitario. Pronto per nuove battaglie, pronto per continuare a sognare in grande. Finchè si può.

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