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Spal - Avellino, l'analisi del giorno dopo
lunedì 30 aprile 2012, 08:32Copertina
di Rino Scioscia
per Tuttoavellino.it

Spal - Avellino, l'analisi del giorno dopo

Anche la penultima di campionato è andata in archivio. Era la nona giocata dai Lupi lontano dal Partenio-Lombardi nel girone di ritorno. Purtroppo, è stata anche l'ottava sconfitta. Francamente una seconda parte di campionato a dir poco deludente per l'Avellino, che in sedici gare disputate ha messo insieme appena 15 punti, vale a dire addirittura meno di uno a gara. Francamente vorremmo anche evitare (perchè non è operazione gratificante per chi è innamorato dell'Avellino) di fare le pulci a questo campionato (segnatamente nella sua seconda fase) perchè i numeri non ci mettono allegria, almeno i non esaltanti numeri dei Lupi negli ultimi 4 mesi. Ma nel calcio i numeri contano (eccome se contano) e non si può fare a meno di analizzarli. La trasferta nella terra degli Estensi non è venuta meno a quello che è divenuto un vero e proprio clichè: la sconfitta esterna. Ma il modo con il quale è maturata quest'ennesima debacle è inaccettabile. E si, perchè, a differenza di quanto accaduto quattro giorni prima in quel di Lumezzane, questa di Ferrara è sconfitta umiliante perchè essa è maturata tra l'indolenza ed anche l'indifferenza degli uomini di Bucaro. I quali potranno anche avere avuto motivazioni molto relative, anzi inesistenti, ma forse hanno anche gettato al vento (parecchi di loro) la possibilità di una riconferma. Il vero calciatore non si vede solo e soltanto quando ha stimoli e motivazioni. Il calciatore vero, anzi l'uomo vero si guadagna lo stipendio sempre, in ogni circostanza, e con qualsiasi premessa agonistica. Il condottiero di questa truppa ieri ha fatto autocritica e si è assunto interamente le proprie responsabilità. Ma, almeno in questa circostanza, l'onestà intellettuale di Bucaro appare superflua, comunque inutile; nel senso che, ancorchè nobile ed apprezzabile, non incide, nè può incidere, soprattutto a questo punto, in un'analisi a 360 gradi del campionato dei suoi uomini. La classifica dei punti conquistati sul campo dice che l'Avellino ha messo insieme appena un punto piu' della Spal (che si ritrova a dovere scontare la pesante penalizzazione di otto punti). E ciò la dice lunga su quanto prodotto complessivamente dalla compagine biancoverde, quando mancano ormai soltanto i novanta minuti di domenica prossima contro il Taranto. Bucaro dice che non è giusto guardare soltanto a queste ultime prestazioni negative dell'Avellino, perchè cosi facendo si rischia di dimenticare ciò che di buono ha fatto vedere la sua squadra. In parte non gli si può dare torto. Ma solo in parte, perchè i numeri (ecco, purtroppo, bisogna tornarci sui numeri perchè essi contribuiscono in maniera palmare a fare chiarezza ed a sgombrare il campo da tante mistificazioni e millanterie, come quella dell'acquaiolo che dice che l'acqua sua è sempre fresca) dicono questo: 40 punti in 33 partite, con 11 vittorie, 7 pareggi e 15 sconfitte; 38 gol fatti e 44 subiti (differenza reti - 6). Tutto sommato, a nostro sommesso avviso, in queste cifre si possono anche trovare giustificati motivi per non essere completamente soddisfatti.

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