Un episodio condanna l'Avellino, lupi ancora una volta assenti sotto porta
Quarta sconfitta nelle ultime cinque partite per l'Avellino che perde lo scontro diretto contro il Vicenza e si allontana dal terzo posto. Decide, come all'andata, una rete di Cocco, bravo ad approfittare di una grossa ingenuità di Chiosa. Per il gioco espresso l'Avellino non avrebbe meritato la sconfitta ma c'è ancora una volta da rimarcare le grosse difficoltà dei lupi sia nel costruire azioni pericolose sia nel tramutarle in rete. Una squadra che continua a far fatica a trovare la via del gol e che, soprattutto nell'ultimo periodo, quando va sotto non riesce più a rimontare le gare. Davvero un peccato perché nei novanta minuti il Vicenza non si è per nulla dimostrato superiore ai biancoverdi. La squadra di Marino è stata molto cinica, abile a sfruttare l'episodio ma non ha mai messo sotto i lupi ed ha sempre dato la sensazione di poter subire gol da un momento all'altro.
Nel primo tempo l'approccio alla gara è stato favorevole all'Avellino. Rastelli ha riproposto il 4-3-1-2, concedendo nuovamente una maglia da titolare a Soumarè a discapito di Sbaffo. Il belga si è occupato soprattutto della marcatura di Di Gennaro ma non ha saputo offrire spunti interessanti negli ultimi trenta metri. Entrambe le squadre hanno faticato a creare palle gol, con difese molto abbottonate e poco propense a concedere qualcosa agli attacchi avversari. Una sciocchezza di Chiosa, unita all'astuzia di Cocco, ha regalato ai veneti il vantaggio. Pochi spunti degni di nota da parte dell'Avellino prima del duplice fischio di Pinzani. La squadra di Rastelli ha continuato a fare la gara anche nel secondo tempo. Con l'ingresso in campo di Sbaffo è aumentata la qualità in mezzo al campo dei lupi che sono riusciti a far pervenire ai due attaccanti palloni maggiormente puliti. Dopo un bel tiro di Trotta dalla distanza respinto da Vigorito, l'Avellino ha rischiato di pareggiare in altre circostanze, specie in alcune mischie createsi nell'area di rigore vicentina. Purtroppo, è mancata la zampata vincente di Castaldo e compagni, un leitmotiv nelle ultime gare.
Il Vicenza ha sofferto non poco la fisicità dei centravanti biancoverdi ma l'Avellino è stato poco cattivo e non ha avuto il killer instinct della squadra di Marino che con una sola vera conclusione nello specchio della porta ha ottenuto tre punti pesantissimi sia in chiave terzo posto che nella corsa verso la Serie A diretta. I lupi devono recitare il mea culpa per aver subito in maniera troppo ingenua il gol di Cocco, una sciocchezza colossale che in certe gare non ci si può permettere. Fallita questa gara, non resta che pensare alla partita di Varese, gara assolutamente da vincere per non compromettere quanto di buono fatto fino ad ora e per cercare di continuare a lottare per traguardi importanti fino alle ultime giornate.


