Avellino, il problema è nella preparazione? Ma Rastelli resta al suo posto
Cosa succede all'Avellino? Sembra di vedere un film già visto come recitava un nostro editoriale dopo l'1-1 con l'Entella, la fotocopia della scorsa stagione, con il rischio da qui alla fine del torneo di racimolare anche meno punti se continuerà così. Dov'è finita quella squadra bella e spumeggiante capace di andare a vincere ovunque, anche a Livorno nel giorno della festa del Centenario, di superare in casa il Bologna, di battere 3-0 il Frosinone attualmente secondo? L'impressione, di molti, è che sia stato sbagliato il tipo di preparazione, e se l'anno scorso si poteva avere il dubbio, quest'anno se ne ha la certezza viste le tante analogie. Squadra che offre il massimo a metà campionato (quest'anno anche a inizio girone di ritorno) e poi si sgonfia pian piano. Perché a ben guardare la partita di Crotone l'Avellino ha anche cercato di vincere, non si può dire che i giocatori siano svogliati, ma è evidente che la benzina è finita e non ne hanno più. E pensando che domenica al Partenio arriva il Pescara quinto e il sabato successivo si va a Bologna che si giocherà le ultime chance di centrare la promozione diretta, vengono i brividi. Magari l'Avellino di tre mesi fa avrebbe anche potuto fare sei punti, quello di oggi è un grosso punto di domanda.
A questo punto viene da domandarsi, se anche si dovessero centrare i playoff con molta fortuna, con quali energie si andrebbero a disputare, tra l'altro con l'aggravante della bassa posizione di classifica che svantaggia chi è più sotto? Se non si riesce a far risultato con Entella, Varese e Crotone, con tutto il rispetto per queste piazze, come si potrà competere con squadra nel pieno della forma? Ecco perché le prossime due gare daranno chiare risposte sul futuro dell'Avellino: perché dopo Pescara e Bologna l'Avellino potrà essere ancora in corsa o tagliata fuori, perché potrà dimostrare contro squadre da playoff cosa ha ancora da dare, perché solo facendo punti potrà evitare di farsi superare dal Livorno che, a parità di punti, è sotto l'Avellino per scontri diretti. Pescara e Bologna più di Trapani e Brescia, ovvero le ultime due avversarie del campionato, saranno il vero banco di prova.
Ma comunque vada, giusto per chiarire alcune voci che stanno circolando nelle ultime ore, l'Avellino non cambierà allenatore fino a fine campionato. Non ha senso affidare la squadra a un altro tecnico a 4 giornate dalla fine, ricominciare daccapo con i rischi che comporta, e soprattutto dopo i grandi risultati ottenuti da Rastelli. Se si dovrà cambiare, magari perché arriverà una chiamata più importante, sarà dopo giugno, ed è forse per questo che ogni tanto si legge di sondaggi con altri tecnici. Rastelli ha il diritto e il dovere di chiudere nel migliore dei modi questa annata, solo dopo si faranno le opportune valutazioni.


