Avellino, ora ti riconosciamo. A Bologna senza paura e un primo tempo da grande
Bologna è sempre Bologna. L'Avellino può ritenersi soddisfatto del punto conquistato al Dall'Ara soprattutto perchè alla base dell'1-1 c'è stata una prestazione convincente contro l'innegabile qualità della squadra di Delio Rossi. Rastelli deve fare a meno degli squalificati Pisacane e Kone, mentre Chiosa e Schiavon hanno dato forfait durante la rifinitura di venerdì mattina causa infortunio. Il tecnico biancoverde non si lascia intimorire e schiera un 4-3-1-2 offensivo giocando così a specchio con gli avversari. Tra i pali Frattali è ormai una certezza, mentre in difesa al fianco di Ely torna Fabbro. Visconti a sinistra, Almici, riconfermato, a destra. Trio di centrocampo con D'Angelo e Zito a fare da mezz'ali; è Arini il perno centrale. Nel vertice alto del rombo agisce Sbaffo, a supporto del duo d'attacco Castaldo-Comi. Rastelli, quindi, lascia in panchina Trotta e Bittante. Il centravanti casertano è reduce da un momento non brillantissimo ed è forse meglio farlo rifiatare. Il primo tempo è di marca irpina. Il Bologna probabilmente si lascia sorprendere dalla grande determinazione dell'undici avellinese, combattivo e caparbio su ogni pallone. E infatti il risultato si sblocca proprio nella prima frazione di gara, quando Visconti sguscia via sulla fascia e mette nel mezzo un pallone invitante per Sbaffo, che da due passi può siglare il primo gol con la maglia dell'Avellino. Sembra funzionare tutto alla perfezione. Il pericolo Laribi non punge quasi mai, grazie al lavoro sporco dei centrocampisti di Rastelli. Mancosu è contenuto bene dal duo difensivo e sulle fasce si soffre poco.
Per lunghi tratti si può ammirare la compagine di qualche mese fa. Ostica, dura a morire e che soprattutto non molla di un centimetro. Castaldo e Comi, però, non sono in giornata di grazia e vedono pochissime volte il pallone. Il momento nero del numero 10 continua, nonostante la rete messa a segno nello scorso turno di campionato. Almici, invece, si dimostra affidabile e sfreccia come Speedy Gonzalez sulla corsia di destra. Zito è una furia e conferma quanto la sua presenza sia ormai fondamentale nei piani del gioco avellinese. La vittoria contro il Pescara ha fatto benissimo al morale dei Lupi, che però nella ripresa sono costretti a concedere qualcosa di troppo all'undici emiliano, che, ovviamente parte fortissimo. Piede schiacciato sull'acceleratore e diverse occasioni nei primi minuti, frutto degli ingressi immediati di Matuzalem e soprattutto Acquafresca al posto di Laribi e Improta. Resta in panchina Cacia, scelta molto discutibile o forse no perchè proprio Acquafresca comincia a creare grattacapi alla difesa dell'Avellino. Frattali si impone più volte sino all'episodio chiave del match. L'attaccante entra in area, contatto dubbio con Arini e calcio di rigore. Nel frattempo si fa male Fabbro ed è costretto ad uscire dal campo a favore di Vergara. Il penalty è parato da Frattali con un intervento super. Pareggio in cassaforte. E' tornato l'Avellino di una volta verrebbe da dire. Quattro punti in due partite difficili e zona playoff ormai alla portata. Due gare al termine del torneo e quattro punti da portare a casa per sognare qualcosa di grande. La sfida contro il Bologna è stata la palese dimostrazione di quanto il gruppo sia unito e voglioso di regalare ancora soddisfazione ai tifosi.


