Qualcuno mi offra ragioni per non considerare grottesca la contestazione....
Certo appare paradossale: l'Avellino, al cospetto di una squadra di livello superiore (per individualità tecniche ed obiettivi prefissati), disputa la migliore gara delle tre giocate finora al Partenio-Lombardi (sebbene il secondo tempo contro il Sorrento abbia mostrato lacune evidenti in fase offensiva) ed un gruppo nutrito di tifosi contesta i calciatori a fine partita. Una contestazione che, a considerare i presupposti tecnici del derby ed il comportamento complessivo dei ragazzi in maglia biancoverde, che non ha lasciato motivi di risentimento, appare del tutto ingiustificabile. Ammenocchè non si voglia pensare che i ragazzi che hanno inveito contro la società avellinese lo abbiano fatto perchè credevano ( o meglio qualcuno gli aveva fatto credere) che la squadra allestita quest'anno dovesse stracciare il campionato di terza serie. A questi ragazzi vorrei sommessamente far notare che la dirigenza biancoverde ha messo su un organico (composto per lo piu' da ragazzi alla prima, vera, esperienza professionistica) che potesse avere come principale obiettivo la conferma della categoria. Le casse non “floridissime” della società avellinese, già “saccheggiate” per far fronte alle esigenze economiche direttamente connesse alla necessità del ripescaggio, non avrebbero mai potuto consentire un campionato di vertice. E la società aveva illustrato in termini chiari l'obiettivo primario della permanenza in terza serie. Ma evidentemente alcuni “irriducibili” stentano a farsene una ragione, facendosi sopraffare dall'orgoglio e dal sentimento di appartenenza ad una piazza importante, abituata a lottare per vincere. E' giunta l'ora che tutti (a partire dagli operatori dell'informazione sportiva) ci si renda conto che i bei ricordi ed il blasone non bastano e non servono a fare di una squadra di giovani (ingaggiati facendo i conti della “massaia”, cercando, cioè, di risparmiare anche qualche migliaio di euro) un gruppo che possa ambire a vincere i campionati; come accadeva nel periodo delle “vacche grasse”, che fu l'anticamera del fallimento della vecchia società biancoverde.
La nostalgia è un sentimento umano e comprensibile, soprattutto per il tifoso avellinese; ma se solo si pensasse a dove stava questa squadra appena due stagioni orsono, allorquando le gloriose casacche biancoverdi si ritrovarono a sfidare e ad essere sconfitte (sempre in un derby casalingo) dalla Viribus Unitis, forse ci si renderebbe conto di quanto grottesca possa essere stata la contestazione di domenica scorsa.


