L'Avellino presenta i suoi gioielli: parola a Bittante, Angiulli e Panatti
Visibilmente emozionati dal calore dei tifosi presenti in sala stampa, i tre nuovi gioiellini dell'Avellino - Angiulli, Bittante e Panatti - si sono presentati quest'oggi al mondo biancoverde. Onorati ed entusiasti di quest'esperienza, vi riportiamo le loro parole.
Angiulli: "E' un onore per me essere qui. Mi hanno cercato anche squadre di categoria superiore ma l'Avellino mi ha voluto fortemente, facendomi sentire parte importante del progetto. Questa è una sfida importante per crescere anche come persona. Se conosco qualche compagno? Con Fabbro ci ho giocato l'anno scorso, gli altri li conosco per nome e per la carriera. Dove gioco? Nel centrocampo a 4 ho giocato spesso come esterno. Il mio punto debole potrebbe essere la bassa statura, ma in campo do sempre il massimo. Il mister mi ha voluto fortemente e ripagherò la sua fiducia. Qui sono arrivati grandi giocatori, ma la cosa che conta è il gruppo".
Bittante: "Non ci sono tante società dove ci sono tutte queste persone alle conferenze stampa. Un motivo in più per dare tutto, noi giovani abbiamo bisogno di essere stimolati e di rimanere umili. Con Renato Buso due anni fa ho giocato a sinistra, mentre l'anno scorso ho giocato a destra. Quest'anno ho giocato un'amichevole contro la Nazionale maggiore, dopo essere stato convocato direttamente da Prandelli. Per me è stato un onore. L'ultimo allenatore che ho avuto si chiama Semplici e ha consigliato a me e a Panatti di fare esperienza. Troppi giovani in difesa? Non è un handicap, l'esperienza può contare fino a un certo punto. Poi Fabbro sarà il punto di riferimento per gli altri giocatori del reparto difensivo".
Panatti (particolarmente emozionato, ndr): "Ringrazio la società per l'opportunità concessa, strano vedere tutta questa gente. Anche se in conferenza ci sono tutte queste persone, bisognerà tenere i piedi per terra e lavorare duro perché in campo ci andiamo sempre noi. Sono troppo emozionato? In campo mi trasformo. In Coppa Italia ho giocato con 14.000 persone, ma nonostante l'emozione ho dato tutto. A quale giocatore mi ispiro? A Thiago Motta, mi piace sia proporre che interdire. Mi piace far girare la squadra e provare il tiro dalla lunga distanza. La mia posizione? Mi adatto a tutti i ruoli del centrocampo, ma preferisco giocare davanti alla difesa".


