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tmw / avellino / Copertina
L'Analisi del giorno dopo
lunedì 24 ottobre 2011, 07:45Copertina
di Rino Scioscia
per Tuttoavellino.it

L'Analisi del giorno dopo

Dopo le due positive prove contro il Carpi ed il Monza, l'Avellino (affrontando la capolista del girone) era atteso dalla cosiddetta "prova del nove";  vale a dire quella sorta di test indicativo delle potenzialità ed al contempo dei limiti della compagine biancoverde. Un test che ci ha confermato diverse peculiarità ed aspetti tecnico-tattici, sia positivi, sia  soprattutto (ahinoi) negativi.
La squadra di Bucaro (ed il match contro la cinica e pragmatica Ternana, in questo senso, ci ha tolto ogni dubbio) è destinata (almeno fino al prossimo mese di gennaio, quando sarà possibile fare ricorso al mercato invernale, quello di "riparazione") a recitare un ruolo di secondo ordine, vale a dire quello riservato alle aspiranti alla conservazione della categoria. Nulla di piu' questo campionato, con i suoi consolidati valori tecnici, potrebbe offrire ai Lupi; e nulla di piu' i Lupi stessi saprebbero "prendersi". Insomma: obiettivo minimo, perchè minima è la forza tecnica della rosa avellinese.
Contro una Ternana per nulla trascendentale, ma tremendamente essenziale e "produttiva" (insomma di categoria, come debbono essere quelle che vogliono ottenere risultati in terza serie) la squadra di Bucaro ha, paradossalmente, disputato la sua migliore gara di quest'anno al Partenio-Lombardi. Addirittura si è potuta notare anche una certa evoluzione ed una bozza di gioco che porta la giovane truppa avellinese a produrre azioni offensive. Ma, per contro e nel contempo, si sono  anche "cristallizzate" certe deficienze emerse sin dall'esordio in campionato, anche contro il derelitto Foligno, attuale fanalino di coda di questo campionato, per niente irresistibile (almeno per quel che concerne la lotta per la permanenza in 1^ Divisione).
Deficienze che sarebbe da miopi non ritenere, ormai, strutturali; e quindi difficilmente sanabili, se non facendo ricorso, magari, al mercato di gennaio.
Queste carenze (maledettamente oggettive) sono essenzialmente legate al sistema difensivo dei Lupi. La fase di non possesso dei Biancoverdi sta diventando il suo vero tallone di Achille: 1) scarsa capacità di interdizione e contenimento dell'azione avversaria, soprattutto nel momento del fondamentale filtro nella zona mediana (anche se c'è da dire che gli stessi attaccanti partecipano pochissimo alla fase passiva della squadra);  2) frequenti e reiterate  amnesie sui calci da fermo e/o sugli spioventi dalla fasce (a tal proposito, nella gara contro la Ternana, si sono verificati gli stessi errori difensivi, ed i gol subiti sono sembrati la fotocopia della gran parte dei gol subiti dall'Avellino in queste nove gare).
In poche parole, ciò che l'azione d'attacco biancoverde riesce faticosamente a costruire (che, ripetiamo, contro l'attuale capolista del girone è stata anche piu' incisiva), la deficitaria fase difensiva sistematicamente distrugge. Questa situazione tecnica (divenuta ormai un connotato identitario dell'attuale Avellino), fa ritenere, anzi convincere che, appunto, gli uomini di Bucaro dovranno sudare le proverbiali sette camicie per arrivare a raggiungere l'obiettivo della salvezza.
E sarebbe bene che anche i tifosi piu' esigenti ed intransigenti cominciassero a rendersene conto.

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