Camplone, l'ora delle sfide. Sei mesi per conquistare un'amante esigente
Quanto conta nella carriera di un allenatore riuscire a farsi trovare al posto giusto nel momento giusto? Andrea Camplone inizierà a scoprirlo tra pochi giorni quando prenderà in mano le redini di un Bari costruito, a detta della proprietà ma anche di molti addetti ai lavori, per conquistare la promozione nel massimo campionato. Il bottino raccolto nel girone d'andata da Contini e compagni è stato buono ma non eccezionale: trentacinque punti in ventuno partite. Il miglior risultato dell'ultimo quinquennio ma non abbastanza per Gianluca Paparesta che ha deciso di dare il benservito a Davide Nicola e al suo staff. Nicola paga, oltre a un rapporto con la piazza (e col presidente) mai decollato del tutto, il brutto finale di 2015 con quattro sconfitte nelle ultime cinque gare che hanno fatto scivolare i biancorossi dal terzo al sesto posto in classifica. Toccherà al 49enne tecnico pescarese provare a migliorare lo score nel girone di ritorno. Sperando, se possibile, di recuperare il gap dalle prime due posizioni, distanti rispettivamente undici e dieci punti. Una sfida in piena regola per Camplone che dopo aver girovagato per anni tra Eccellenza e Lega Pro, dopo un triennio denso di soddisfazioni a Perugia (una promozione e due qualificazioni ai play-off), dovrà fare i conti con la realtà barese. Una sfida stimolante e difficile al tempo stesso.
Bari è Bari. Con i suoi pregi (tanti) e i suoi difetti (altrettanti). E' una piazza che da due anni e mezzo macina record su record di presenze sia in casa che in trasferta. Ma è anche una tifoseria che pretende il massimo, da tutti, e che se non ritiene di essere ricambiata a dovere ci mette a poco a trasformare gli applausi in fischi, i cori di sostegno in cori di scherno. Bari dà tutto ma pretende tutto e subito. E' un'amante affettuosa ma estremamente esigente. Tradirla significa andare incontro a un fallimento certo. Tanti allenatori, tanti giocatori (anche navigati) sono rimasti scottati in riva all'Adriatico. Nicola è solo l'ultimo di una lunga lista. Servono non solo passione e competenze ma anche spalle larghe e un pizzico di sano menefreghismo per far fronte alle critiche, soprattutto nei momenti difficili. E qui torniamo alla domanda fatta ad inizio articolo: riuscirà Camplone, al suo secondo anno tra i cadetti, a portare a termine quanto gli chiedono società e tifosi? Ai posteri l'ardua sentenza.


