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L'ambizione non fa più paura. Due sfide: i giovani e giocar meglio
mercoledì 6 gennaio 2016, 15:00Copertina
di Davide Giangaspero
per Tuttobari.com

L'ambizione non fa più paura. Due sfide: i giovani e giocar meglio

"Mi ero stufato di stare a casa. Il calcio è una droga. E poi ora sono al Bari...". Parole e musica. Con un applauso convinto e scrosciante, meritatamente ricevuto, Andrea Camplone ha chiuso la conferenza di presentazione, primo atto di un'era che lo vedrà coinvolto fin da subito e - si spera - per tanto tempo ancora. Emozione per la nuova avventura, voglia di cambiare mentalità ad una rosa considerata ricca di ottimi curriculum. Camplone lavorerà sulla testa e sulle gambe di una squadra "che deve giocare più corta", "deve giocare più alta" "servire più palloni a Maniero", tanto per citare tre passi essenziali del Camplone-pensiero sciorinato oggi alla stampa. 

Trasparenza e immediatezza in un linguaggio che ha convinto in assoluto oltre che per opposizione rispetto al passato. Nessuna metafora, piuttosto qualche riferimento in più alla parte cruda del campo. La sofferenza di una Serie A solo sfiorata col Perugia, la beffa di una conferma che si sarebbe ampiamente meritato ma che, la sua ex società, non gli ha garantito. 

Se il calcio è coerenza, la fame di riscatto del Camplone-allenatore può oggi sposarsi alla perfezione con quella di un Bari che, il nuovo mister, sceglie di lanciare (anche qui, che differenza rispetto alla passata gestione...) nelle aspettative. Perché del resto trincerarsi in pre-tattica quando si è protagonisti stessi del cambiamento, scelti apposta per ingranare sulla massima marcia? Camplone non ha paura di parlare di promozione diretta e di quel che - nelle sue intenzioni - dovrà essere un girone di ritorno a ritmi esplosivi. 

Non si sottrae neppure alle domande di mercato ove certifica la navigazione a vista della società verso un terzino in grado di sostituire Del Grosso e una mezz'ala capace di inserirsi meglio di quanto non abbiano fatto fin qui i titolari in rosa. L'indizio, praticamente un'ammissione, arriva in tal senso da Zamfir, seduto a pochi passi da lui: "All'allenatore piace tanto Dezi. Siamo fiduciosi". Nessuna rivoluzione impellente invece per la porta ove Camplone si è limitato a confermare la stima per Guarna, "portiere di sicuro affidamento", e che se qualche volta sbaglia è in linea con tutti i colleghi del ruolo. "A Perugia il nostro numero uno ci aveva fatto guadagnare almeno sei punti nella stagione regolare - la riflessione - poi proprio ai play-off è incappato in qualche incidente, il calcio è questo". 

Particolarmente interessante la prospettiva giovani"L'anno scorso volevo Mandragora. Oggi lo vogliono tutti in serie A. Fazzi e Parigini dovevano essere riserve, hanno giocato tutto il campionato". Chissà non possa riuscire a lanciarne qualcuno anche a Bari...