Bari, a Pescara si (ri)scende. Allarme in attacco, playoff a rischio
La sconfitta di Pescara frena la rincorsa di un Bari volenteroso ma incapace di fronteggiare un avversario apparso superiore e destinato a grandi successi.
Con i tre punti conquistati, gli abruzzesi hanno di fatto messo il turbo alla loro stagione, aumentando il distacco dalla quarta posizione e avvicinando le prime due della classe. Aspettando il Novara, i ragazzi di Oddo possono vantare ben sette punti di vantaggio sulle inseguitrici. Una marcia inarrestabile che rischia di spaccare il campionato. Il regolamento, infatti, parla chiaro: se a fine campionato ci saranno dieci (o più) punti di distacco tra il terzetto di testa e il resto della carovana, i playoff non verranno nemmeno disputati. Il che rappresenterebbe una beffa clamorosa, specie per il Bari, che vedrebbe svanire una promozione che, ad inizio campionato, pareva scontata.
E' inutile negare l'evidenza: la squadra di mister Camplone andrebbe ancora puntellata. Un terzino sinistro e, magari, una prima punta (vista l'apatia in zona gol degli attaccanti, Maniero e Rosina su tutti) sembrano le necessità più evidenti anche se, a dire il vero, è la rosa nel suo insieme a mostrare spesso limiti e crepe (non solo mentali) che difficilmente i nuovi arrivati potranno colmare.
Il Bari, nonostante il cambio in panchina, continua dunque a faticare, nel gioco e nei risultati. Camplone, sia chiaro, non è mago Merlino. All'ex Perugia servirebbero rinforzi, specie in zona gol. Una squadra che coltiva grandi ambizioni non può vantare il decimo attacco della serie B, con 28 gol fatti in 24 partite. Una miseria.


