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Mentalità da big e riprese devastanti, il Bari attacca la A e diverte Datò
sabato 16 aprile 2016, 19:00Copertina
di Davide Giangaspero
per Tuttobari.com

Mentalità da big e riprese devastanti, il Bari attacca la A e diverte Datò

Si può sognare per davvero. Il Bari che ha battuto il Como al San Nicola, proiettandosi solitario al terzo posto in classifica, ha dato un segnale al campionato. Quella di Camplone ha confermato una volta di più di essere la squadra tecnicamente più dotata nella lotteria che, a giugno, dovrebbe veder sfidarsi lei e altre cinque agguerrite compagini per l'ultimo posto in A. Bene sottolinearlo: quella contro Ganz e soci era una gara insidiosa proprio per lo stesso motivo che, sulla carta, la rendeva agevole. Si dimostra anche così, scardinando muri solo apparentemente fragili oltre che preventivamente eretti, una personalità da big. E non è stata facile, in effetti, la prima parte di un match che gli ospiti ultimi in classifica hanno giocato, per buoni tratti, ancorati dietro, a briglie ben salde. 

Solo nella ripresa (come spesso capita al Bari...) è arrivata la svolta con le sue molteplici idee. La prima di Sansone che a furia di scaricare le sue terribili saette verso le porte avversarie, ha permesso a Puscas di ribadire in qualche modo in rete la prima respinta poco efficace di Scuffet. La seconda di Dezi che, subentrato insolitamente dalla panchina, ha trovato il guizzo giusto per ribadire tutto il suo talento fatto di slanci e inserimenti. La terza di Rosina, abile furetto e cannoniere assai generoso quando si tratta di riempire le reti con belle giocate.

Si è divertito anche Datò in tribuna. Immortalato dalle telecamere, il malese, già di per sé persona allegra, ha apprezzato di gusto dispensando sorrisi al fianco di Gianluca Paparesta a cui, da un po' di tempo, in campo come fuori, sembra finalmente girare tutto bene. Il suo Bari ha trovato speranza a tutto tondo, rinnovato affetto e sussulti continuativi. Tornando al campo, stanno in questo momento pagando anche le scelte e i cambiamenti che parevano più azzardati. Con Camplone si vince, e sempre più spesso molto bene perché nell'emisfero barese quella che, fino a qualche mese fa sembrava una regola ormai dimenticata, ovvero che nel gioco del pallone più si attacca e più alte sono le possibilità di esultare, è tornata per scelta e tanta convinzione una verace, e gradevolissima, realtà.