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Quinti e infelici, ma non chiamateli gufi
venerdì 20 maggio 2016, 23:30Copertina
di Andrea Dipalo
per Tuttobari.com

Quinti e infelici, ma non chiamateli gufi

Il Bari perde l'ennesimo scontro diretto del suo campionato. Questa volta col Trapani per 1-2. Una sconfitta meritata, che ha di fatto inchiodato i biancorossi al quinto posto in classifica. La regular season è infatti terminata, con i galletti mestamente condannati a giocarsi il pericoloso preliminare playoff, mercoledi contro il Novara. Ancora al San Nicola.

Nonostante i proclami, i soliti. Nonostante il pubblico, caloroso e presente. Come sempre del resto. Nonostante la ghiotta possibilità di giocare l'ultima in casa. Nonostante tutto, il Bari ha fatto poco, pochissimo per evitare al Trapani di festeggiare a fine partita. La squadra si è espressa su standard insufficienti, poco consoni a chi dice di voler raggiungere le semifinali. Eppure l'inizio non è stato dei peggiori, con i ragazzi di mister Camplone ben ingelatinati e apparentemente sul pezzo. Sino al gol, in contropiede, del vantaggio siciliano, arrivato subito dopo l'ottima occasione, sprecata, da Donkor in area nemica. Da qui in poi, il solito copione. Bari incapace di proporre trame pericolose, con gli ospiti bravi a gestire il vantaggio e che hanno raddoppiato nella ripresa con un rigore tanto ingiusto (il fallo di Donkor è fuori area) quando beffardo per un Bari povero di idee, di geometrie ma soprattutto di verve agonistica, in parte ritrovata dopo il gol dell'uno a due siglato da Maniero su calcio di rigore a metà secondo tempo. L'attaccante campano, subentrato al posto dell'impalpabile Puscas, ha calciato con rabbia il penalty che lo ha di fatto riportato nel tabellino dei marcatori dopo settimane di assenza ingiustificata.

Il forcing finale non ha partorito nessun miracolo. I biancorossi, sfilacciati e disuniti nel tentativo di trovare il gol del pareggio, hanno messo in vetrina tutti quei limiti che, da inizio campionato, ne stanno condizionando le performance. Nessuna manovra degna di questo nome. Solo fretta e improvvisazione. A vedere questo Bari ci si chiede se non sia già un successo aver raggiunto i playoff. 

L'ottimismo è il profumo della vita, ma è il realismo a prevalere. Il Bari non sembra pronto per affrontare l'intrigante avventura che lo attende nei prossimi giorni. Se Camplone non è riuscito, nonostante le strigliate, a rimettere su questi ragazzi, è davvero difficile credere in una decisa sterzata proprio ora, a ridosso dell'appuntamento più importante della stagione. Appuntamento a cui le altre agguerrite concorrenti si presenteranno ben più in palla e meglio rodate rispetto al galletto. A cui i tifosi chiedono ben altro.

Alla squadra, al club e alla città tutta, il più in grosso in bocca al lupo per le prossime sfide. Per il bene comune, perchè qui nessuno gufa (tantomento i tifosi) e nessuno spera in un tracollo. La serie A è ambizione condivisa ma la possono raggiungere solo loro, i ragazzi di mister Camplone. Quando capiranno il peso delle loro responsabilità potrebbe essere già tardi. Purtroppo. Svegliatevi galletti, su la cresta. Non è questo il Bari che Bari merita di vedere. Un'ultima chance c'è, ma va sfruttata a dovere. Con i fatti e non con le solite, inutili, parole.