Spagnuolo: "Non abbiamo esposto la bandiera malese. Venerdi..."
Nella giornata di domani, in quel di Terlizzi, i soci della Fc Bari 1908 si riuniranno nuovamente per procedere alla ricapitalizzazione. Diverse le ipotesi al vaglio di Paparesta e Giancaspro per scongiurare l'ipotesi, seppur remota, del fallimento. Intanto i supporter biancorossi attendono spasmodicamente l'assemblea di domani. Per capirne di più, la nostra redazione ha contattato Franco Spagnuolo, presidente dell'Associazione La Bari Siamo Noi.
Salve sig. Spagnuolo. Domani si potrebbe decidere il futuro del club biancorosso. Come state vivendo questo momento?
"Lo stiamo vivendo con molta tensione. Venerdì mattina eravamo venuti a conoscenza dell’esistenza di un sostanzioso acconto che avrebbe permesso al presidente Paparesta di sostenere per intero l’aumento di capitale. Quello che è accaduto venerdì sera ci ha lasciato spiazzati. Ora non sappiamo se il rinvio alla giornata di lunedì sia dovuto al maturare di questo denaro arrivato venerdì mattina o per altri motivi. Come associazione, noi ci schieriamo solo a favore del Bari a prescindere da chi sia il proprietario. E’ chiaro che vorremmo un presidente tifoso ma allo stesso tempo ricco. Purtroppo queste due caratteristiche è difficile coniugarle nella stessa persona. Mi dispiace che ci siano queste diatribe tra i due soci perché portano anche a spaccare la tifoseria. Avessimo avuto ingenti disponibilità economiche, saremmo intervenuti noi. Il mio sogno era quello di creare un azionariato popolare. Adesso avremmo potuto anche far da pacieri all’interno del club".
In occasione delle ultime gare, al San Nicola è estata esposta una bandiera malese...
"Tengo a precisare che quella bandiera malese non l’abbiamo messa noi. Non mi sarei mai esposto prima della conclusione della trattativa con Datò”.
Giancaspro potrebbe ricapitalizzare, acquisendo così la maggioranza ma Paparesta avrebbe un diritto di prelazione per riacquistare il club nel giro di poche settimane grazie ai fondi malesi. Che ne pensa?
“In quel caso bisognerebbe ringraziare sia Paparesta che Giancaspro. Al presidente andrebbe dato atto di aver trovato un investitore con grandi liquidità. L’imprenditore molfettese per la terza volta metterebbe soldi nel Bari, togliendo le castagne dal fuoco ma allo stesso tempo lascerebbe le porte aperte ad un investitore che potrebbe farci sognare”.
Se Datò si rivelasse un bluff, cosa si augura?
“A quel punto spero che Paparesta possa farcela con un altro socio oppure che Giancaspro possa sbrogliare in qualche modo questa situazione. Domani pomeriggio questa storia si deve chiudere. Non posso pensare alla terza ipotesi, quella del fallimento”.


