Storie biancorosse, l'ex Tabbiani a TuttoBari: "Con Maran entusiasmo incredibile. Che rimpianto esser andato via quando arrivò Conte. Perinetti mi disse..."
Serba nel cuore un dubbio, Luca Tabbiani, ex centrocampista, in forza ai galletti dal 2006 al 2008, con 47 presenze e 3 reti. Quello relativo alle decisioni assunte quando scelse di abbandonare i biancorossi.
Arrivato a Bari con Maran alla guida, ricorda con piacere i primi mesi in Puglia. Il club era in lotta per un posto d’alta classifica, in un campionato di B arricchito dalla presenza di compagini blasonate, come Juventus, Genoa e Napoli: “Il primo anno siamo partiti molto bene. Prima della partita con i partenopei in casa, a novembre, c’era un entusiasmo incredibile. Eravamo in zona playoff. Quella sconfitta per 1-0 ci deluse. Ma continuammo a crederci, vincendo il derby a Lecce qualche settimana dopo. Poi, da gennaio, crollammo. Bari è una piazza che può aiutare una squadra a raggiungere grandi risultati, ma a volte si lascia travolgere dalla depressione. Si passa facilmente dai 40 mila ai 2 mila spettatori. Dopo l’addio del mister a febbraio, alla fine, con Materazzi in panchina, raggiungemmo la salvezza.”
Nel corso della seconda annata, con il club in piena bagarre per evitare la C, prima di Natale ci fu la brutta sconfitta per 4-0, al S. Nicola, proprio contro il Lecce, che provocò il cambio d’allenatore.
Arrivò Antonio Conte nel capoluogo pugliese. “Nel corso del mercato invernale andai via, perché Maran mi chiese di raggiungerlo a Trieste. Capì che, nel progetto del club dei Matarrese, ci sarebbero voluti esterni con caratteristiche più offensive delle mie, adatti al gioco del nuovo tecnico. Perinetti non voleva che andassi via. Mi disse: “Stai facendo un errore, l’anno prossimo vinceremo il campionato”. Ho un bel rimpianto, per quella scelta. Vivere un anno vincente a Bari penso che ti rimanga per tutta la vita.”
L’attuale coach del Fiorenzuola, in D, si sofferma poi sulla problematica del Coronavirus: “Bisogna restare a casa, non trasmettere questo virus è responsabilità di tutti. Ai miei giocatori ho chiesto di mantenersi in forma, ed invio giornalmente tabelle d’allenamento. Il calcio è aggregazione, e spero che tutto si risolva quanto prima, e si possa tornare alla vita normale.”
Il quarantunenne genovese non ha mai smesso di seguire le vicende dei pugliesi: “Forse i ragazzi di Vivarini sono un po’ in ritardo per arrivare al primo posto, ma dovranno cercare di vincere gli spareggi promozione. Bari è una città da serie A. I baresi devono stare tranquilli, comunque vada, perché finalmente c’è una società solida, che è una garanzia per il futuro.”


