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Storie biancorosse, l'ex Urbano a TuttoBari: "Che squadra con Salvemini! Più bello giocare nel vecchio stadio che al S. Nicola..."
martedì 14 aprile 2020, 19:00Amarcord
di Giovanni Gaudenzi
per Tuttobari.com

Storie biancorosse, l'ex Urbano a TuttoBari: "Che squadra con Salvemini! Più bello giocare nel vecchio stadio che al S. Nicola..."

Annate splendide, con una promozione e una salvezza in serie A. Questi i ricordi, da calciatore biancorosso, di Corrado Urbano, ex centrocampista dei galletti dal 1988 al 1990.

Il cinquantottenne, che oggi guida dalla panchina il Cassino, in serie D, racconta in esclusiva ai nostri microfoni la sua esperienza in riva all’Adriatico: “Arrivai su precisa richiesta di Salvemini, che era già stato il mio allenatore precedentemente, a Caserta ed Empoli. La mia duttilità tattica era molto apprezzata dal tecnico. Avevamo una squadra fortissima, per la cadetteria, con gente come Maiellaro, Loseto, Terracenere, Di Gennaro. Rammento l’entusiasmo che si respirava in città e il “Della Vittoria” sempre gremito. Fu una cavalcata esaltante, arrivammo primi in classifica, a pari merito con il Genoa.”

La stagione seguente, in massima serie, fu altrettanto positiva, sul piano dei risultati: “Ci salvammo con merito. Arrivarono i tre sudamericani, Joao Paulo, che aveva un talento incredibile, Gerson e Lorenzo. Ci togliemmo parecchie soddisfazioni, tra le quali la vittoria della Mitropa Cup. La sera della finale, con il Genoa, fu un momento felice, per Matarrese e per tutto lo staff. Giocai una ventina di partite, quell’anno, e diedi il mio contributo.”

Nella finestra di calciomercato autunnale, nel ’90, la scelta di dire addio: “Durante l’estate, il mister mi prese da parte e mi spiegò che non avrei avuto molte possibilità, da titolare. Decisi di restare fino ad ottobre, per provare a ritagliarmi il mio spazio. Esordii al S. Nicola, che onestamente, pur con il suo fascino, mi piace meno dell’impianto precedente, perché gli spalti son troppo distanti dal campo. Poi, arrivò l’offerta della Salernitana, neopromossa in B, e accettai.”

Il ritorno nel capoluogo pugliese, per Urbano, chiamato ad allenare la Primavera, avviene nel 2014: “Fui contattato dal d.s. Antonelli. Il mio nominativo gli venne segnalato da Andrea Innocenti, che qualche mese dopo avrebbe abbandonato Bari, per collaborare con Marcello Lippi, in Cina. Con le giovanili, sono stati 3 anni intensi, nei quali siamo riusciti ad arrivare anche agli spareggi per lo scudetto, nel 2015. Sotto la gestione Paparesta, non ebbi sentore di problemi economici. Qualche sensazione negativa in più, invece, ci fu quando prese il comando Giancaspro. Purtroppo, non si riuscì a centrare la serie A, e questo ha provocato il drammatico fallimento.”   

Sull’attualità, il trainer laziale è chiaro: “Noi mandiamo ai nostri atleti un programma di lavoro personalizzato, da effettuare in casa, durante queste giornate, con tanto di video dei possibili esercizi da eseguire. La situazione più difficile ci sarà in C e nei dilettanti. Non credo che tutte le società siano organizzate in modo tale da rispettare il protocollo sanitario che la federazione sta preparando, in caso di ripresa. Quanto al Bari, Vivarini sta facendo un gran lavoro, ma la Reggina ha un bel vantaggio. In caso di playoff, temo che i pugliesi non potranno usufruire del loro dodicesimo uomo, il pubblico. Si giocherà a porte chiuse, e questo potrebbe danneggiarli non poco. Sarà complicato, sul piano economico, per tanti club, specie in vista degli adempimenti per l’iscrizione, il prossimo anno. Tutti i presidenti sono imprenditori, e baderanno prima a salvare le proprie aziende, in caso di crisi. Il calcio viene dopo.”