Guastella a TuttoBari: "Playoff, biancorossi favoriti... ma non basta. Tante insidie"
Lunedì 13 luglio iniziereranno, salvo sorprese, i play off del Bari. Per commentare le ultime decisioni prese dal Consiglio Federale, è intervenuto ai nostri microfoni l'ex calciatore biancorosso, oggi opinionista televisivo, Salvatore Guastella: "Tornare in campo è la soluzione più equa, non potendo portare a termine il campionato. Se si guardano i nomi sulla carta, il Bari è ancora la favorita. Riprendere dopo così tanto tempo è però un'insidia, soprattutto per una squadra che è stata assemblata da zero quest'anno. Nel momento in cui stava ingranando la marcia, è stato sospeso tutto. Adesso i livelli sono un po' appiattiti. Il Bari, ripeto, è favorita, ma inizierà un mini-campionato. Per vincere ci vuole una grandissima voglia e fame. Sono partite secche dove può succedere di tutto, serve molta determinazione. Non basterà solo la classe dei biancorossi. Algoritmo? A me piace che i responsi vengano dati dal campo. Capisco che devono dare un'alternativa, per poter completare in caso di positività i campionati. Ma dare verdetti attraverso dei calcoli, non facilmente comprensibili ai più, la trovo una forzatura per lo sport. Dobbiamo prenderne atto, sperando che non ci siano altri stop".
Guastella ha parlato più in generale della stagione dei galletti: "Si è perso qualche punto di troppo nella gestione Cornacchini, mentre la Reggina andava a mille. Poi nel momento in cui il Bari doveva dire la sua, vincendo a Reggio, non c'è riuscito, anzi fortunatamente ha ripreso il risultato. Vincere quella partita sarebbe stato un segnale fortissimo, invece la Reggina ne è venuta fuori indenne. Qualche pareggio di troppo spiega infine i 9 punti di distacco. Però c'è da dire che gli amaranto hanno meritato, facendo un campionato straordinario e andando sempre spediti".
Esattamente 36 anni fa, il Bari di Bolchi, promosso dalla Serie C alla Serie B, sconfiggeva nel doppio turno dei quarti di Coppa Italia la Fiorentina, dopo aver eliminato la Juventus agli ottavi. Un traguardo incredibile, suggellato dalla rete nella gara contro i viola di Guastella, che ricorda così quei momenti: "Ricordi meravigliosi, momenti bellissimi, non solo per il mio gol, cosa rara per un difensore della mia epoca calcistica. Stavamo compiendo una vera e propria impresa. Eliminare certe squadre in un doppio confronto era impensabile. In una gara secca può capitare che la big trovi una giornata storta e la piccola squadra una giornata eccezionale, ma in due partite è un altro discorso. Se all'andata perdi o pareggi e al ritorno, nonostante il tuo impegno, non riesci a ribaltare l'esito, vuol dire che dall'altra parte c'è una squadra valorosa e di tutto rispetto, come lo eravamo noi. Eravamo un grande gruppo, molto bene assortito e amalgamato. C'era il giusto mix di esperienza. Penso che il fattore principale era relativo al fatto che, essendoci una forte concorrenza di persone che potevano giocare titolari in qualsiasi altra squadra, chiunque scendeva in campo aveva una responsabilità tripla: verso la squadra e i suoi compagni, l'allenatore e il pubblico. Io, ma penso tutti, scendevo in campo col massimo dell'impegno. Chiunque giocasse aveva la voglia di non deludere nessuno e non si risparmiava neanche un secondo. Era veramente difficile affrontarci (ride, ndr). Poi il pubblico era entusiasta, il 'Della Vittoria' sentiva certe sfide".


