Kutuzov a TuttoBari: "Il Bari deve riuscire a fare il prossimo passo. Auteri come Conte? La differenza..."
L’ex attaccante del Bari Vitalij Kutuzov è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni per ritornare a parlare della finale dei playoff in cui i galletti sono usciti sconfitti: “Sicuramente è stato un anno particolare. È entrata nel bilancio solo una partita in cui si doveva fare tutto. In quella situazione, in cui bisognava giocare una partita secca, in un giorno X con quelle condizioni non era facile. Un po’ di fortuna e un po’ di condizione particolare per le società hanno influito. Il bilancio della società, che è stata fatta per vincere, non è andato a buon fine. Deve riuscire in questi momenti difficili, specialmente a livello economico, a fare il prossimo passo”.
Sul cambio di strategia attuato durante questa sessione di mercato: “La strategia giusta è creare una squadra dove ogni giocatore si può esprimere nel miglior modo possibile. Non è facile creare qualcosa di vincente. Spesso se dai l’opportunità giusta anche a calciatori che hanno fatto un campionato complicato, con infortuni e problemi, puoi andare avanti in modo positivo. Questo dipende dal direttore sportivo e dal mister, che ha i suoi meccanismi e a lui servono giocatori che possano fare il suo calcio. Mi auguro che il Bari possa mantenere ciò che ha fatto di buono negli ultimi anni e sopra di loro costruire qualcosa di vincente”.
Chiosa finale sulle analogie fra Conte e Auteri, in particolare sulla mole di lavoro che i due impongono ai propri giocatori: “Sicuramente fare paragoni tra due allenatori che hanno guadagnato cose diverse nel mondo del calcio non è giusto per tutti e due. Uno lo conosco benissimo, l’altro non lo conosco quasi per niente, per quello è difficile valutare. Io con Conte ho avuto zero fatica, perché ho trovato una squadra che mi ha aiutato in tutti i modi, nonostante fossi l’ultimo arrivato. Questa è anche bravura del mister. I giocatori, invece, devono essere disponibili per lui e dare ciò che chiede. Questo potrà fare la differenza e definire un allenatore grande o no. D’altra parte, bisogna essere disponibili per i giocatori, con me è andata così e continuo ad avere questo rapporto ancora oggi con Conte”.


