TuttoBari - De Rosa sui ritiri punitivi: "Un limite culturale. Spesso non sono funzionali"
Nel corso dell’intervista rilasciata alla nostra redazione, Gaetano De Rosa ha espresso il suo pensiero sui ritiri punitivi, già vissuti per ben due volte dai galletti in questa stagione: “Purtroppo è un limite culturale che noi abbiamo, che parte da pregiudizi o preconcetti. Ci fa comprendere che siamo anche poveri nella psicologia, dove abbiamo poca dimestichezza. I ritiri punitivi possono essere funzionali quando ci sono dei problemi ben specifici o in certi momenti. Ma il più delle volte sono fatti per mettere a tacere l’opinione pubblica, le piazze, l’ambiente. Se però parliamo di funzionalità… è un po’ come nella vita quando si pensa sempre allo stesso problema: se lo si fa costantemente, 24 ore su 24, alla fine diventa un macigno insopportabile; se invece le persone, responsabilmente, continuano a fare la vita normale, tornando alla famiglia o vedendo la televisione vicino ai figli, da quei contesti possono attingere le risorse che in un ritiro, stando chiusi in camera a pensare sul letto sugli stessi problemi con i propri compagni, credo che sia meno funzionale”.
L’ex difensore biancorosso ha continuato: “È chiaro però che possono decidere soltanto gli addetti ai lavori, che conoscono le dinamiche e le problematiche. Ma non è che si può andare tutti d’accordo: quello che lega un gruppo è il rispetto, non l’amore. È impossibile che venti uomini possano essere in sintonia, dato che ognuno ha le sue simpatie ed antipatie, però c’è il collante: il rispetto e l’uniformità di avere un obiettivo ben preciso. I ritiri punitivi vanno fatti, ma il più delle volte non sono funzionali. Essere professionisti significa non condividere il parere dei superiori, ma accettare e sposare le cose che vengono dette a prescindere. I calciatori vengono pagati per essere dei dipendenti, che devono rispettare le idee dell’allenatore e della società, e sono gli strumenti per svilupparle al meglio”.


