I numeri inchiodano il Bari: entusiasmo ai minimi, ma ora serve salvare la categoria. Poi sarà tempo di bilanci
Le ultime tre partite hanno fatto volare via anche l’ultimo briciolo di entusiasmo che aleggiava intorno alla piazza biancorossa. Quel pizzico di serenità generato dall’arrivo di Iachini e dai successi contro Lecco e Feralpisalò è stato presto affossato da una serie di prestazioni deludenti: anche per i più ottimisti, oggi, è difficile pensare che questa squadra possa chiedere al campionato qualcosa in più di una salvezza. Obiettivo che appare alla portata, ma che senza un cambio di passo potrebbe diventare più complicato del previsto.
Il pessimismo collettivo, del resto, è ben sostenuto dai numeri, che sottolineano come la classifica sia assolutamente veritiera. Dal punto di vista offensivo il Bari è una delle peggiori squadre del campionato: a livello di expected goals solo tre formazioni (Feralpisalò, Ascoli e Reggiana) hanno fatto peggio, mentre per quanto riguarda le reti effettivamente segnate numeri inferiori li hanno solo lo stesso Ascoli, Spezia e Lecco. Per non parlare dei tiri in porta, in cui quella biancorossa è la penultima compagine del torneo.
La fase difensiva va solo leggermente meglio, ma anche qui i dati sono negativi e proiettano i biancorossi nella parte destra della graduatoria e nel novero di compagini che lottano per non retrocedere. I motivi di preoccupazione, però, non riguardano solo il passato, che di per sé dovrebbe bastare per dire che, se a questo punto della stagione il Bari non è riuscito a fare meglio di così, è perché la classifica rispecchia il valore della rosa.
L’incognita più grande arriva dal futuro, e da un calendario che propone agli uomini di Iachini un finale ostico. Per la salvezza matematica, secondo la media degli ultimi campionati, dovrebbero servire all’incirca una decina di punti. Compito tutt’altro che impossibile, ma sicuramente non facile, dato che i biancorossi affronteranno solamente squadre fuori dalla zona playout, con cui hanno ottenuto solo tre vittorie in tutto l’anno.
Iachini, fin qui, ha sempre predicato fiducia, ma nella gara contro lo Spezia era evidente come lo stesso tecnico fosse insoddisfatto del modo in cui la squadra era schierata in campo, sia nella fase di non possesso che in quella di costruzione. A fine stagione servirà riflettere a lungo sugli errori commessi in fase di mercato, sia in estate che soprattutto a gennaio: nell’ultima sessione dovevano arrivare giocatori pronti, ma nessuno dei nuovi innesti sembra avere la condizione ideale per incidere con continuità.
Problemi di scelte, problemi di budget, che bisognerà evidenziare affinché un campionato così non ricapiti nel futuro prossimo. Adesso, però, c’è bisogno di portare la barca in porto e centrare un obiettivo cruciale, quella salvezza che rappresenta una condizione imprescindibile per un avvenire sereno.


