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Guiebre: "Sono arrivato in Italia a 3 anni. Amo la moda e viaggiare. Nazionale? Squadra forte, non mi aspettavo una chiamata"
giovedì 7 marzo 2024, 22:30News
di Mario Amoruso
per Tuttobari.com

Guiebre: "Sono arrivato in Italia a 3 anni. Amo la moda e viaggiare. Nazionale? Squadra forte, non mi aspettavo una chiamata"

Intervistato in esclusiva ai microfoni di RadioBari, il terzino biancorosso Guiebre, arrivato nel capoluogo pugliese nel corso della sessione invernale di calciomercato, ha raccontato agli ascoltatori la propria vita lontana dai campi da gioco.

Queste le sue parole sulle sue origini e sulle sue passioni: “Sono nato in Burkina Faso, in Africa. Poi sono arrivato a 3 anni in Italia e sono cresciuto qua, tutta la mia infanzia si è svolta a Forlì. Mio padre arrivò in Italia e si stabilì a Napoli per poi trasferirsi per lavoro a Forlì. Ci fece i documenti e riuscì a portare tutta la mia famiglia qui. Con i miei fratelli ho un bel rapporto, essendo africani non siamo molto affettuosi ma ci parliamo molto. Faccio il Ramadan, o almeno ci provo, perché a causa degli allenamenti è difficile farlo nel migliore dei modi. Quando ero piccolo mi piaceva visitare nuove città, poi mi piace molto anche la moda. Amo Venezia e la cultura afroamericana. Ciò che preferisco della Puglia sono il clima e il tempo, mi piacciono i posti in cui puoi stare solo con te stesso a riflettere con serenità”.

Così il difensore sugli inizi nel mondo del calcio: “Giocavo a calcio in un parco a Forlì e un giorno il presidente mi chiese di andare a provare a giocare da loro nelle giovanili. Sono andato da solo e sono riuscito a inserirmi nel gruppo. All’inizio giocavo in attacco, ma i gol iniziavano a mancare e mi sono spostato più dietro. Se sono qui è oggi grazie a un signore che ha sempre creduto in me, lo chiamavo nonno Davide e purtroppo oggi non c’è più”.

Infine, l’emozione della prima chiamata in nazionale: “Non me l’aspettavo perché ero al Monopoli, in Serie C. La nazionale è forte, ci sono Tapsoba del Leverkusen e Traorè dell’Ajax, oltre a un paio di giocatori di premier che hanno un enorme talento. Quando ho ricevuto la chiamata non ci ho pensato due volte, ma non era mai stato un mio sogno da piccolo: non ci avevo mai pensato sul serio”.