Da Puscas ritrovato alla reazione: l'altra metà della trasferta di Venezia. Cosa salvare
Esclusi i primi 20 minuti, il Bari non ha sfigurato contro un attrezzatissimo Venezia. Aumentano i rimpianti per i biancorossi che, sembra debbano trovarsi in difficoltà prima di tirare fuori gli artigli. Una macchia, che prende la forma dei due gol iniziali subiti e che segna irreparabilmente tutta la gara. Troppo spesso questo Bari ha giocato solo parzialmente una gara e, ad oggi, il risultato non può essere un dettaglio. Alle spalle del monte di negatività per la classifica e l’ennesima sconfitta, però, l’altra metà del panorama regala un orizzonte con spiragli di luce. Ecco, quindi, cosa salvare della trasferta di Venezia.
UN PUSCAS RITROVATO – Forse, la nota più lieta della gita veneziana. Gol, movimenti e sponde. Tutti i dribbling tentati (4) riusciti, precisione dei passaggi rasente la perfezione evidenzia la qualità degli appoggi. La condizione fisica sembra (finalmente) ritrovata e l’avvicinarsi degli impegni in nazionale possono solo che aiutare. Peccato per l’occasione nel secondo tempo in cui la passa a Sibilli anziché provare il tiro.
LE OCCASIONI PER GLI ATTACCANTI – Sembrerebbe quasi banale, ma non lo è per questo Bari. Soprattutto nell’ultimo periodo, le occasioni offensive sono state poche e quasi sempre con difensori e centrocampisti. Con il Venezia, invece, oltre alla ghiotta occasione per Puscas e il gol, da menzionare il doppio tentativo di Nasti. Ancora, poi, la nitida opportunità capitata sul destro di Achik.
LA REAZIONE – Per difficoltà iniziali, forza dell’avversario e generosità, la reazione dei biancorossi merita quantomeno una menzione. Sotto, colpevolmente, per 2-0 dopo pochi minuti, i galletti hanno giocato ad armi (quasi) pari per il resto della partita contro una delle migliori compagini del campionato.


