Polito: "Abbiamo sempre mancato il salto di qualità. Di Cesare? Quando smetterà avrà un posto nel Bari"
Intervenuto in conferenza stampa alla vigilia di Bari-Sampdoria, Ciro Polito ha affermato: "Alla città c'è poco da dire o da promettere, servono i fatti. Fino a pochi mesi fa ero un idolo e oggi non lo sono più, nel calcio contano i risultati ma per due anni sono stati ottenuti traguardi importanti. Sono una persona ambiziosa e non mi tirerò mai indietro, ma io sono un dirigente che deve operare con quello che ha a disposizione. Un buon direttore sportivo deve fare bene in ogni situazione".
Ancora sui limiti della squadra: "Ogni qualvolta questa squadra doveva fare un balzello in avanti è sempre mancata. Questo è un limite che ad oggi abbiamo palesato, le chiacchiere stanno a zero, siamo stati sfortunati. Ora non chiedo quel saltello, ma di stringerci tutti insieme e di guardarci dietro, può darsi che facendolo raggiungeremo qualcosa di diverso".
Polito ha proseguito: "Qui nessuno è stato mai cacciato. A quanti sono andati via è stato spiegato il motivo, sono scelte tecniche. Prendo come esempio Frattali, lo scorso anno gli ho detto che se Caprile avesse mantenuto le aspettative lui mi avrebbe dovuto dare una mano, io in compenso gli ho rinnovato il contratto e gli ho detto che non l'avrei mai messo alla porta. Vale anche per Di Cesare, quando smetterà avrà il posto qui, almeno fin quando ci sarò io. La stessa cosa valeva per Antenucci, mi aveva dato la disponibilità per restare, poi ha avuto una opportunità per essere protagonista".
Sulle poche reti segnate: "Con un solo attaccante da venti gol non si va da nessuna parte. Se i gol sono divisi i punti li fai, quello che manca a questa squadra sono i calci da fermo, che aiutano tanto nel risolvere le partite. I dettagli fanno la differenza e oggi non riusciamo a portarli dalla nostra parte".


