Il Bari e il solito nodo: gennaio il possibile alleato. Le buone notizie? Dorval ora è imperante
Il Bari ha incassato un pareggio dai due volti nel match di sabato contro il Brescia. Bene la questione relativa alla reazione allo svantaggio pronti-via delle Rondinelle: uno schiaffo che avrebbe anche potuto mettere al tappeto la squadra che, invece, si è risollevata con onore. Male l'incapacità di rovesciare in pieno l'incontro e scodellare in rete i palloni creati nel corso del match. Un episodio, pur decisivo, è stato invece il rigore fallito da Falletti: un momento certamente topico dell'incontro, ma gli errori dal dischetto esistono e il calcio ne è pieno.
Resta la sensazione che a questo Bari manchi il killer instinct necessario per fare un ulteriore salto di qualità. Troppi pochi gol, rispetto a quanto prodotto. E la necessità, già impellente, di reperire un aiuto, magari nel corso del prossimo mercato invernale quando la società sarà chiamata a rinforzare a dovere un gruppo valido ma ancora migliorabile. Ok la difesa (al netto di qualche amnesia da evitare), piacciono gli esterni, con Dorval ormai irresistibile e sempre più imperante sulla sua fascia. Da Maita e Benali ancora prestazioni inesauribili, a brillare poco è appunto l'attacco dove né Falletti né Sibilli nell'ultimo turno hanno incantato. Da Novakovich a Lasagna, passando per chi è subentrato in partita, poca verticalità. Un Bari formato playoff, certo, ma che resta spuntato. Curioso, ma nel Cesena che nel prossimo turno affronterà i biancorossi gioca un certo Shpendi, capocannoniere di questo campionato. Non resta che sperare che anche il Bari trovi un'idea finalmente là davanti per non sfigurare nel test contro l'ex Mignani.


