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ESCLUSIVA TUTTOBARI.COM, Elio Sannicandro: “Bari città nella media nazionale per gli impianti. All'AS Bari servono forze nuove"
domenica 30 gennaio 2011, 14:00Esclusive
di Renato Chieppa
per Tuttobari.com

ESCLUSIVA TUTTOBARI.COM, Elio Sannicandro: “Bari città nella media nazionale per gli impianti. All'AS Bari servono forze nuove"

L’intervista all’Assessore allo Sport del Comune di Bari nonché Presidente del Coni Regionale Pugliese.

Atleta ed allenatore del Cus per quel che riguarda il nuoto, poi anche ginnastica (Angiulli) nel suo dna, l’ingegner Elio Sannicandro ha iniziato da subito, dopo la laurea presa nel 1984, a darsi da fare per Bari con la progettazione di strutture per lo sport e iniziative di vario genere sempre a sostegno della città.

Presidente regionale del Coni dal 2001 e Assessore allo Sport del Comune di Bari dal 2004, Sannicandro ha accettato con tanta disponibilità di parlare della Bari sportiva, fra progetti e strutture, fra sport in rampa di lancio e quelli che stanno per essere rilanciati. Poi infine non poteva mancare, in questa chiacchierata, anche un suo personalissimo pensiero sul Bari e sul brutto campionato sin qui disputato.

Interpellato dalla nostra redazione, ecco quindi quello che ci ha risposto.

Assessore buongiorno e benvenuto ai microfoni di Tuttobari.com. ci dica un po’, dove colloca la città di Bari in quanto a strutture sportive nel panorama nazionale ed internazionale?
Sicuramente in questo momento la nostra città è dotata di un patrimonio impiantistico che ci colloca in buona posizione. Di certo non ci possiamo paragonare alle ricche città del nord Italia o europee, però sicuramente siamo nella media, non solo per il numero di impianti, ma soprattutto per la loro qualità. Tutto ciò ci permette di portare avanti delle attività proporzionate alla nostra struttura organizzativa ed alla nostra tradizione”.

Quali sport secondo lei meriterebbero di strutture maggiori fra città ed hinterland?
La nostra città rispetto alla regione è in una posizione avanzata, parlando di sport tradizionalmente seguiti. Abbiamo, ad esempio negli sport nautici, settore con una certa tradizione alle spalle, determinati spazi in dotazione che servono sia per le gare che per gli allenamenti ma che non ci consentono di organizzare grandi eventi come noi vorremmo. Il porto purtroppo diventa sempre più trafficato ed è in prospettiva, quindi, che ci sono delle difficoltà oggettive per i nostri atleti, i quali faticano non poco durante gli allenamenti. In definitiva non mi sembra che ci siano discipline, almeno quelle tradizionali, dagli sport di squadra al combattimento, passando per la pallanuoto, che non godano di strutture. Fra basket e volley di palestre ce ne sono, quindi anche qua di scuse non se ne possono avanzare. A Bari si possono pertanto promuovere tutte o quasi le discipline dello sport: su settanta sport che non ci sia lo stadio per il baseball, faccio un esempio, non mi sembra si un peccato veniale. Poi fra Palaflorio e stadio San Nicola possiamo ospitare manifestazioni di un certo livello sia scoperte che coperte".

Da Presidente regionale del Coni, cosa mi dice per quel che riguarda l’atletica leggera?
Bari vive di un’ottima situazione grazie al campo “Bellavista” che è gestito molto bene dalla Federazione ed è parecchio utilizzato. Adesso poi stiamo per riaprire la pista di Enziteto che è stata rifatta: quindi questi due impianti non sono poco per la nostra cittadinanza”.

Per lo stadio “Della Vittoria” quale futuro?
La struttura non verrà utilizzata per il calcio, visto che in tal senso abbiamo il San Nicola. Adesso lo stadio “Della Vittoria” si sta invece attrezzando per ospitare il rugby: stiamo infatti cercando di potenziare l’attività di questo sport che ha sempre avuto problemi di spazio. Organizzare qualche evento in tal senso non sarebbe male, magari la Nazionale stessa, vedremo”.

Concludendo una battuta sul calcio e quindi sul Bari. Che idea si è fatta circa questa stagione così “no”, senza metterci l’alibi degli infortuni davanti?
Certamente c’è qualcosa che non va. A mio dire ci vorrebbero delle forze economiche ed organizzative nuove, le quali si avvicinino alla squadra, soprattutto a livello locale. Se non c’è un adeguato supporto, fra sponsor e gruppi economici che vanno a sostenere la squadra, si fa poco. A livello organizzativo poi la società andrebbe collegata maggiormente coi vivai del circondario, elemento di cui siamo ricchissimi, per pescare magari qualche elemento di sicuro valore in prospettiva”.

RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE CONSENTITA PREVIA CITAZIONE DELLA FONTE: WWW.TUTTOBARI.COM