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Cantiere Bari e l'ombra della rassegnazione: la proprietà non può più sbagliare
ieri alle 12:30Copertina
di Martina Michea
per Tuttobari.com

Cantiere Bari e l'ombra della rassegnazione: la proprietà non può più sbagliare

L’umore di una piazza non si calcola guardando solo il clima estivo del ritiro. A Bari, oggi, il termometro del tifo registra invece il progressivo raffreddamento di una passione che sta lasciando spazio a un sentimento ben più pericoloso: la rassegnazione. E quando un ambiente viscerale come quello biancorosso smette di sperare, il passo verso la rabbia diventa brevissimo. Mentre la squadra lavora a Roccaraso agli ordini di mister Rastelli, il mercato continua a procedere con esasperante lentezza. L’ufficialità del prestito di Elia dalla Fiorentina rappresenta un primo e gradito tassello, ma è evidente che una singola operazione non basta a invertire la percezione di una piazza che, reduce da scottature recenti, pretende segnali di ben altra portata. Gli interessamenti per Della Morte e Butic testimoniano che qualcosa si sta muovendo nei radar del direttore sportivo, ma il Bari ha l'obbligo di accelerare i tempi: la clessidra delle valutazioni preliminari è ormai vuota.

La contestazione nei confronti della proprietà non nasce oggi e non è figlia di un singolo evento. È il risultato cumulativo di mesi di delusioni, di promesse rimaste sulla carta e della sensazione, sempre più diffusa e dolorosa, che il Bari sia finito ai margini delle priorità reali della multiproprietà. Questo senso di precarietà e di "secondo piano" pesa più di qualsiasi sconfitta sul campo, minando alla base il rapporto tra la società e la città prima ancora che i punti inizino a contare per davvero. Anche il ritiro abruzzese fotografa una squadra strutturalmente incompleta. Le situazioni di Maggiore e Vicari, ormai considerati separati in casa e destinati a salutare il gruppo, confermano come l'organico sia ancora un cantiere aperto. Rastelli, però, non ha la bacchetta magica e non può permettersi il lusso di lavorare a lungo con un gruppo provvisorio. Per assimilare i princìpi tattici, creare automatismi solidi e cementare lo spogliatoio servono calciatori già pronti per la categoria. E non servirà neanche un puzzle indefinito da completare nelle ultime concitate ore di agosto.

Le amichevoli serviranno a gettare le fondamenta della nuova stagione. Presentarsi ai primi test ufficiali con vistosissimi vuoti nell'undici titolare significa perdere tempo prezioso. Un errore imperdonabile in una Serie C selvaggia e competitiva, dove ogni minimo dettaglio fa la differenza tra un campionato di vertice e il baratro. Bari non chiede spese folli. Chiede e soprattutto merita una programmazione seria, una squadra costruita con logica calcistica e la legittima ambizione che una piazza di questo livello deve avere nel proprio DNA

La pazienza della tifoseria è stata testata oltre ogni limite tollerabile e oggi non può più essere considerata un credito infinito a disposizione del club. Adesso, come sempre, la responsabilità passa interamente alla dirigenza e alla proprietà. Il mercato deve entrare nel vivo con innesti di categoria, profili capaci di alzare immediatamente il tasso tecnico della rosa e di restituire fiducia a un ambiente depresso e sotto “virus” come spiegato anche da Marino nella conferenza di presentazione. Il popolo biancorosso ha dimostrato a più riprese di saper rispondere presente e di saper trascinare la squadra quando intravede un progetto credibile. Le parole, però, si sono spesso azzerate. È arrivato il momento dei fatti veri. E il Bari, oggi più che mai, non può permettersi di sbagliare il colpo.