ESCLUSIVA TB- Clemente: “Sono convinto che il Benevento possa ancora ambire alla promozione diretta”
E’ sempre un immenso piacere incontrare Giampiero Clemente, al quale ci legano momenti e prodezze calcistiche indimenticabili. Anche se distante, il suo cuore sarà per sempre “Stregato” dai colori giallorossi del Benevento. Con il “Pescatore di perle” , oltre a fare un viaggio nel passato giallorosso, abbiamo anche analizzato la stretta attualità calcistica, a partire dalla cocente eliminazione della nostra nazionale ai prossimi mondiali di calcio.
Clemente, cinque anni di Benevento dal 2007 al 2011: il momento più emozionante vissuto con la Strega è sicuramente legato alla promozione in C1 con 4 giornate di anticipo. Erano ben 9 i punti di vantaggio sulla seconda in classifica, che ricordo hai di quella festa?
“Sicuramente è un ricordo importantissimo perchè venivamo dal playoff perso contro il Potenza. La voglia di riscatto era tanta e siamo stati molto felici di poter regalare ai tifosi una grande gioia”.
Il gol più difficile realizzato in carriera e quello più spettacolare?
“Ne ho fatti diversi, la rovesciata contro il Pescara è uno di quei gol che ricordo con piacere, ma anche la punizione contro il Sorrento in C2. Ho realizzato diversi gol e li ricordo tutti con grande affetto”.
Sei stato un idolo di questa piazza, ricordo soprattutto i tuoi incontri con i tifosi ma anche qualche nostro caffè al bar, preso sempre con molto piacere. Quanto ti mancano quei momenti?
“Tantissimo Claudio. Benevento è stata casa mia per 5 anni, ma anche se sono lontano lo è ancora. Sono stati anni stupendi, anche se non sono mancati momenti difficili per colpa di alcune semifinali e finali perse. Altri avrebbero resettato tutto, ma io non riesco perchè questa città mi è rimasta nel cuore”.
Giampiero quanto è diverso il calcio di oggi rispetto al passato? Prima c’erano le classiche bandiere, ma oggi è tutto cambiato. Perchè c’era più amore e attaccamento verso un club?
“Il motivo non riesco a spiegarlo, ma si sta perdendo questa voglia di identificarsi nella città per la quale si gioca. Io non riesco a dimenticare moltissimi miei compagni. Quando perdevo un partita stavo male ed era qualcosa che mi portavo dietro per tanto tempo. Oggi, invece, anche se si perde una gara vedo molta più tranquillità. E’ cambiato un po’ tutto”.
Oltre ad essere una grande delusione, quali credi siano i motivi principali dell’eliminazione della nostra Nazionale ai prossimi mondiali. Dovremmo, a tuo avviso, pensare maggiormente ai settori giovanili?
“Sportivamente parlando, la mancata qualificazione al prossimo Mondiale è una “tragedia” sportiva. Gli alti ranghi del calcio dovranno lavorare molto per cercare di ripartire. E’ impensabile uscire contro un avversario che ai nostri tempi poteva essere equiparato all’amichevole che disputavamo il giovedì. Un cambio di rotta ci vuole. I giovani sono il futuro, ma io non sono stato mai d’accordo sulla regola degli under. Se dovessi avere un ragazzino di 15 anni, forte e con qualità, io lo faccio giocare. Bisogna riscoprire quei ragazzini che iniziano a giocare a calcio per strada. Purtroppo, oggi ci sono meccanismi dove basta poco per arrivare a giocare in serie C".
Un tuo giudizio sul campionato di questo Benevento?
“Il Benevento sta disputando un campionato in linea con i programmi. C’è una buona società e un ottimo organico. Le ultime 3-4 partite consecutive sono state molto dure. La B è un campionato molto difficile”.
Come va affrontato questo rush finale di campionato?
“A questo punto della stagione chi è più tranquillo mentalmente arriva ad ottenere il proprio obiettivo”.
Benevento-Pisa, quali insidie può riservare questa gara?
“E’ un'altra partita molto difficile. Il Pisa sta disputando un grande campionato ma il Benevento ha tutte le carte in regola per portare a casa i tre punti, che sarebbero fondamentali per dare un segnale forte al campionato. C’è una gara da recuperare e credo che la squadra possa ancora ambire alla promozione diretta. Basta poco per riaccendere la tifoseria del Benevento”.
Ti aspettiamo qui per abbracciarti nuovamente.
“Quando c’è stata la promozione in B ero allo stadio con mia moglie e ho festeggiato con i tifosi. L’ho sempre fatto. L’amore che mi lega alla città è qualcosa che non potrà mai dividere nessuno”.
Chi senti ancora dei tuoi ex compagni di squadra?
“Mi sento spesso con Diego Palermo, ma ho avuto il piacere di rivedere da vicino Evacuo che è venuto a giocare dalle mie parti una quindicina di giorni fa. Poi mi sono sentito anche con Statella. La nostra carriera ci porta a vivere distanti, ma quando posso mi sento con tanti miei compagni. Con Ignoffo mi vedo più spesso perchè è di Palermo. La cosa bella, però, è che basta rivedersi una volta e si ritorna a dieci anni fa”.


