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ESCLUSIVA TC - RENATO COPPARONI: "Ieri anche in dieci si poteva fare di più: avrei inserito prima Lapadula. Non si possono sempre aspettare gli ultimi minuti per l'assalto finale. Servono almeno un difensore esperto e un rifinitore..."TUTTOmercatoWEB
domenica 24 dicembre 2023, 15:37Primo piano
di Matteo Bordiga
per Tuttocagliari.net

ESCLUSIVA TC - RENATO COPPARONI: "Ieri anche in dieci si poteva fare di più: avrei inserito prima Lapadula. Non si possono sempre aspettare gli ultimi minuti per l'assalto finale. Servono almeno un difensore esperto e un rifinitore..."

Si percepisce chiaramente la delusione di Renato Copparoni, portiere del Cagliari negli anni Settanta e sardo doc (di San Gavino Monreale), conversando con lui sui molteplici temi che ha proposto il match di ieri tra Verona e Cagliari. L’ex estremo difensore - protagonista, giova sempre ricordarlo, di un memorabile rigore parato al “Pibe de oro” Diego Armando Maradona – si aspettava di più da Nandez e compagni, specialmente nel secondo tempo. E quello dell’inferiorità numerica causata dall’espulsione di Makoumbou è un alibi che regge solo fino a un certo punto.

Renato, che valutazioni si possono fare sul primo e sul secondo tempo del Cagliari? La sensazione è che la gara di ieri vada divisa in due momenti ben distinti.

“Diciamo che nei primi venticinque minuti del primo tempo si è visto un bel Cagliari. Non bellissimo, ma abbastanza convincente. Ha creato più volte i presupposti per andare in vantaggio, soprattutto col palo di Prati e con Nandez: l’uruguaiano ha sbagliato un paio di occasioni che in serie A non si possono mancare. Se fossimo andati sull’1-0 la gara si sarebbe incanalata sui binari a noi più congeniali: avremmo potuto trovare spazi in contropiede e colpire il Verona di rimessa.

Il secondo tempo francamente non mi è piaciuto. Certo, l’espulsione di Makoumbou ha inciso pesantemente sull’andamento della gara, cambiando totalmente gli equilibri in campo. C’è da dire che Orsato, benché il fallo fosse netto, col giocatore già ammonito avrebbe potuto evitare di essere così fiscale, fischiando la punizione senza estrarre il secondo giallo. Invece ha applicato alla lettera il regolamento. Qualche responsabilità però ce l’ha anche mister Ranieri: il congolese era stato ammonito all’inizio della prima frazione. Non dico che avrebbe dovuto sostituirlo subito, ma almeno all’intervallo un pensierino a toglierlo dal campo l’avrei fatto. Anche perché Makoumbou è uno che non tira indietro la gamba e affonda il contrasto: con un giallo a carico era a rischio.

Poi ci si è messa anche la sfortuna: subito dopo l’espulsione, pronti via e il Verona è andato in vantaggio. Non c’è stato neppure il tempo di riassestarsi e riorganizzarsi in dieci uomini.”

A suo avviso il Cagliari, anche in inferiorità numerica, avrebbe potuto fare qualcosa in più? Di fatto i rossoblù dal gol di Ngonge in poi non sono mai riusciti a farsi vedere dalle parti di Montipò…

“Personalmente dopo i primi venti-venticinque minuti della ripresa, visto che non eravamo stati capaci di fare nemmeno un tiro in porta, avrei inserito Lapadula anziché due terzini come Azzi e Zappa. In questo modo avrei dato alla squadra un segnale di riscossa, giocando con tre attaccanti: Luvumbo, Lapadula e Pavoletti. Eravamo in difficoltà, non costruivamo nulla in avanti e c’era bisogno di alzare il baricentro. Del resto non si può sempre aspettare il novantaquattresimo per trovare la zuccata di Pavoletti su un calcio piazzato, o comunque ‘investire’ sui minuti di recupero per giocarsi il tutto per tutto. Non è mica sempre Natale, per l’appunto…

Trovo che il mister avrebbe potuto osare di più. Ha preferito invece attendere, gettando nella mischia il bomber italoperuviano solo negli istanti finali. In cinque-sette minuti cosa potevano combinare insieme Lapadula e Pavoletti?”

Renato, aldilà della singola gara del “Bentegodi” e degli episodi che l’hanno caratterizzata, il Cagliari ha in senso generale un problema di gioco? In particolare dalla cintola in su gli uomini di Ranieri a volte sembrano improvvisare, senza uno spartito ben preciso. E attaccano quasi sempre solo con palloni alti - centrali o dalle fasce - per le torri, cercando le sponde o gli inserimenti sulle seconde palle. Non manca un po’ di imprevedibilità?

“Questo dipende dal fatto che, quando hai un elemento come Pavoletti in campo, devi necessariamente fare un certo tipo di gioco, per sfruttare le caratteristiche del calciatore. Quando Pavoletti non è in campo questi continui lanci lunghi, personalmente, non li vedo. È chiaro che il centravanti livornese può offrire preziose sponde per gli inserimenti dei compagni con le sue spizzate di testa: non dimentichiamoci che da queste situazioni sono nati diversi gol decisivi per il Cagliari.”

In ogni caso, con o senza Pavoletti non crede che avere una maggior varietà di soluzioni offensive potrebbe rappresentare un vantaggio? Raramente si vede il Cagliari andare al tiro attraverso la costruzione di un’azione ragionata, di un fraseggio palla a terra, di un’imbucata in profondità…

“Il problema è che mancano determinate qualità, in mezzo al campo, per fare questo tipo di gioco. A parte Viola, non ci sono centrocampisti dai piedi educati in grado di fungere da collante con gli attaccanti. Se gioca Mancosu, la musica cambia: lui è un trequartista tecnico, per cui può inventare anche giocate in verticale con la palla a terra. Ma gli altri mediani non hanno nelle loro corde il tocco filtrante o il palleggio di qualità, e non possono snaturarsi.”

In ragione di ciò la società dovrebbe andare alla ricerca, nel mercato di gennaio, di centrocampisti dai piedi buoni in grado di alzare il tasso tecnico della squadra? Oltre che, magari, di un attaccante per rimpiazzare l’infortunato Shomurodov e Zito Luvumbo, pronto a partire per la Coppa d’Africa?

“Probabilmente sì. Ma quando operi nel mercato di riparazione devi puntellare la rosa coi rinforzi giusti, mirati. Non ha senso comprare tanto per rimpinguare l’organico: è fondamentale individuare i giocatori adatti e funzionali alle esigenze della squadra. Sicuramente Ranieri e la dirigenza si parleranno e pianificheranno eventuali operazioni in entrata. In effetti di una seconda punta potrebbe esserci bisogno, così come di un valido rifinitore, di un uomo abile nell’ultimo passaggio. In quel ruolo in realtà potrebbero essere impiegati Viola o Mancosu, ma vedo che soprattutto il secondo stenta a entrare stabilmente nell’undici titolare. Forse Marco a livello fisico non è ancora pronto per sostenere i novanta minuti.”

Veniamo ai problemi della retroguardia: continuare a incassare due gol a partita potrebbe essere esiziale in chiave salvezza. La vulnerabilità dei rossoblù è da ascrivere principalmente agli errori dei difensori o bisogna analizzare i movimenti e le coperture di tutta la squadra?

“Spesso i centrocampisti non fanno filtro e questo scopre le spalle ai difensori, che non godono della necessaria protezione. Certo, ieri il secondo gol del Verona è arrivato in circostanze particolari: eravamo tutti sbilanciati alla ricerca dell’1-1.

Il fatto è che gli interpreti della fase difensiva sono suppergiù quelli dello scorso anno. Ma la differenza è sostanziale: la serie A non è neanche lontanamente paragonabile alla serie B. Il livello degli attaccanti è molto più alto. Forse alcuni difensori rossoblù non sono ancora pronti per la massima divisione, quindi il reparto andrebbe rinforzato. Serve innanzitutto un centrale navigato in grado di guidare i compagni: Dossena è forte, ma non ha esperienza a questi livelli. L’allenatore può limitarsi a dare indicazioni, ma in campo ci vanno i giocatori. Ecco perché sarebbe importantissimo poter contare su un leader che possa telecomandare i compagni più giovani sui movimenti da fare, sulle posizioni da tenere, sui piccoli accorgimenti da adottare in ogni situazione.

Sono convinto che a gennaio qualcuno arriverà a Cagliari e qualcun altro lascerà la Sardegna. Anche perché proseguire con questo andazzo non è possibile. Intanto il 30 dicembre all’Unipol Domus arriva l’Empoli, e l’opzione è una sola: conquistare i tre punti.”