Porrà: "Riva salvando i sardi ha salvato sè stesso"
Tramite le pagine di "Domus Rossoblù", magazine ufficiale del Cagliari Calcio, il giornalista Giorgio Porrà ha così omaggiato Gigi Riva:
"Per noi sardi ha sempre rappresentato qualcosa di più di un fuoriclasse del pallone, di un uomo che ha regalato uno Scudetto a una terra dimenticata e che, grazie a lui, ha annullato distanze e complessi di inferiorità. Gigi è stato una sorta di eroe messianico. Nato a Leggiuno ma in realtà piovuto da qualche
pianeta sconosciuto, ha deciso di incatenarsi dolcemente alla Sardegna, dopo quell’iniziale disorientamento di chi pensava di essere arrivato in Nordafrica.
Ha capito che quell’isola era
perfetta per proteggere la sua
diversità, la sua natura selvatica,
il suo modo di intendere la vita.
Ha salvato i sardi salvando sé
stesso, perché qui è arrivato
giovanissimo ma già orfano,
con alle spalle un’esperienza
durissima capace di lasciargli
segni pesanti per tutta la sua
esistenza come il collegio per
orfani: la liberà negata dalla
quale fuggì più volte, la libertà
che per lui era sacra e tale è
rimasta sino alla fine, come
sacro era il rispetto dei sardi
nei suoi confronti. In Sardegna
ha trovato la sua dimensione
ideale. In Sardegna, a Cagliari
c’è un prima di Riva un do-
po-Riva. Dopo di lui la Sardegna
è diventata l’Isola del Tesoro,
dove è diventato l’eroe tripallico
breriano, Ade il Selvaggio, il
tenebroso Achille.
Riva qui è diventato un uomo,
un fuoriclasse che ha finito per
appartenere a tutti. Lo ha fatto
dando l’esempio, esprimendo
parole centellinate, sempre
precise, taglienti, affilate. Dietro
quei furori improvvisi che non
ha mai abbandonato si scorge-
vano le radici di uno sportivo, di
un uomo onesto, leale, con una
parola sola. La sua dimensione
epica, la sua dimensione etica
non è in nessun modo riproducibile. Uno come Gigi Riva non
nascerà mai più".


