DI FRANCESCO a Sky: "il popolo sardo non abbandonerà mai il Cagliari. L'ambiente può fare la differenzae dovremo essere bravissimi. Ecco perchè Cuni al posto di Cheddira..."
Eusebio Di Francesco, tecnico del Frosinone, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport. Le sue parole:
Cuni al centro dell'attacco perchè è entrato bene a Bologna? Che tipo di partita ha impostato?
"Niente di particolare, la scelta si lega anche allo stato di forma, Cheddira ha sempre giocato e volevo dargli la possibilità di recuperare e magari a partita in corso di poter determinare. Nello stesso tempo abbiamo anche gli impegni sia di Coppa Italia che di campionato imminenti, quindi ragiono sul concetto che non esistono titolari fissi, ma esistono giocatori che sono nelle migliori condizioni e quando sono al meglio li metto in campo".
Avete la quarta età media più bassa nei cinque campionati europei. Un progetto che punta a dare spazio ai giovani.
"Siamo partiti con questa idea, il direttore ha cercato di portare avanti questo pensiero comune. Io sono contento di questo, ma ci sono anche giocatori non tanto più giovani, ma che sono importantissimi all'interno di questo gruppo. Cercare di metterli insieme credo sia il mio compito, ma la soddisfazione di far giocare tanti giovani credo debba essere legata principalmente al coraggio e alla filosofia esistente all'interno di questa società".
Quanto poco si fida del Cagliari?
"L'ambiente oggi può fare la differenza, per quello ho parlato con i ragazzi in questo senso, conosco il popolo sardo, conosco come sono attaccati a questa squadra e so che non li abbandoneranno mai, figuriamoci in questo momento. Noi dovremo essere bravissimi ad approcciare alla grande questa gara".
La vista di Spalletti?
"Piacevole, sicuramente, gratificante anche per i ragazzi, gli ha fatto dire anche due parole, mi è piaciuto questo aspetto e mi fa piacere che Luciano vada in giro per gratificare il lavoro che stanno facendo questi ragazzi e guardare i giovani con molto interesse":
Soulè?
"Innanzitutto mi ha fregato già una cena (ride ndr), è un piacere allenarlo. Non smetterebbe mai di calciare e divertirsi, devo mandarlo via dal campo e questa è la cosa più bella. Noi dobbiamo essere bravi a non toglierla".


