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Deiola a Radio TV Serie A: "Dobbiamo credere in quello che facciamo. Seguiamo Ranieri in tutto"TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
mercoledì 28 febbraio 2024, 15:25Primo piano
di Paola Pascalis
per Tuttocagliari.net

Deiola a Radio TV Serie A: "Dobbiamo credere in quello che facciamo. Seguiamo Ranieri in tutto"

Alessandro Deiola è intervenuto come ospite di Radio TV Serie A. Di seguito le sue parole sintetizzate da TuttoCagliari: "Come sto? Abbastanza bene, ci stiamo preparando per domenica".

Cosa vi ha lasciato la gara con il Napoli?

"Sicuramente significa tanto, è una risposta importante che ci ha dato. Non venivamo da un momento facile, ma siamo un gruppo unito e si esce così dai momenti difficili. E' una risposta importante e ci dà consapevolezza perché abbiamo fatto una grande partita contro i campioni d'Italia e questo ci dà più consapevolezza per l'Empoli".

Il Cagliari è tra le squadre che segna di più nel finale. E' stato facile adattarsi ai cinque cambi?

"Sicuramente è un vantaggio perché i tempi morti vengono recuperati e tutti hanno la possibilità di crederci e di sperare fino alla fine per poter ribaltare una partita. I cinque cambi aiutano l'allenatore e la squadra. A noi è successo quest'anno e l'anno scorso a Bari. Non saremmo qui se a Bari Pavoletti non fosse entrato al 90'".

Un aneddoto sul Bari

"In pratica era il 90' e sapevamo che con il pareggio eravamo fuori e cercavamo di portare la palla in area con i lanci lunghi che il mister odia. Io faccio un lancio lungo per Pavoletti respinto dal difensore e lui mi dice 'Non fare questi lanci, vai sugli esterni'. L'azione dopo allargo per Zappa che serve Pavoletti che segna e andiamo in A".

Quanto ti mancano i gol?

"A me piace fare gol, come penso a tutti i giocatori. La sensazione che si prova è una sensazione unica. Io cerco di mettermi al servizio della squadra per aiutarla a raggiungere gli obiettivi, mettendo sempre il massimo sia dentro che fuori dal campo. Per me essere un giocatore del Cagliari è troppo significativo e non mi posso permettere dei cali. Cerco di dare sempre il massimo e anche di più per aiutare la squadra. Se fa un gol un altro sono felice allo stesso modo".

Cosa ha portato Ranieri? Cosa vi ha detto al suo arrivo?

"Non ha detto niente di che quando è arrivato perché la sua figura parla da sola. Ci ha portato serenità e spensieratezza che ci mancavano in quel momento. Ha ricompattato un gruppo unito e forte e ha creato qualcosa di unico tra noi e lui e non ha avuto bisogno di dire chissà cosa perché lo abbiamo seguito e lo seguiamo verso i nostri obiettivi e sono sicuro che li raggiungerà anche quest'anno. E' come un padre per noi e lo seguiamo in tutto quello che vuole fare. Ci ha sempre detto di fare le cose con serenità e di non preoccuparci se sbagliamo".

Sulle dimissioni di Ranieri 

"Non mi piace entrare nei particolari di questa cosa perché quello che succede nello spogliatoio rimane dentro lo spogliatoio. Era il momento di compattarci e fare ancora più gruppo. Siamo veramente una famiglia dove ognuno è disposto a dare tutto per l'altro. La nostra stagione doveva ripartire da Udine e penso si sia visto che è un altro Cagliari. Penso si veda il cambio di marcia e ora dobbiamo continuare così e portare quello che serve in questo mese di scontri diretti dove ci giochiamo tutto. Dobbiamo credere in quello che facciamo e in quello che abbiamo fatto in queste due partite, come se il campionato stesse iniziando a Udine".

Cosa significa indossare la maglia del Cagliari?

"Mi vengono i brividi quando mi fanno queste domande. E' una sensazione molto importante, ti senti tre volte più responsabile rispetto agli altri che arrivano. Noi rappresentiamo un'isola, un popolo che tifa in maniera sfegatata e che è legatissimo a questi colori. Io da sardo mi sento più responsabile e cerco di far capire agli altri cosa vuol dire indossare questa maglia. Chi è qui lo sa e l'ha capito. E' la squadra dove ho sempre sognato di giocare da bambino. Sono riuscito a coronare questo sogno e voglio chiudere qui, non ho intenzione di pensare ad altre scelte diverse da Cagliari".

C'è qualcosa di specifico che ti hanno lasciato i tuoi allenatori?

"L'esperienza al Tuttocuoio è stata la prima da professionista, uscivo dalla Primavera e andare lontano da casa è stato difficile, ma è stata l'esperienza che mi è servita di più. Poi ho trovato un allenatore che è stato bravo a darmi continuità e lo ringrazio. Tutti mi hanno lasciato tanto, ogni mister è diverso dall'altro. Sono riuscito a giocare con ognuno di loro e questo mi rende orgoglioso di me stesso".

Qual è il tuo ruolo preferito?

"Il mio ruolo preferito è la mezz'ala perché mi piace inserirmi e attaccare l'area, però non disdegno nemmeno gli altri ruoli. L'anno scorso il mister mi ha chiesto di fare il centrale e mi piace anche quello. Cerco di adattarmi e mettere a disposizione del mister e della squadra la mia esperienza e le mie capacità".

Chi nel corso della tua carriera ti ha impressionato di più nel tuo ruolo e anche in generale?

"Di calciatori forti in Serie A ce ne sono tanti. Posso farti tantissimi nomi, ma quello che penso è di cercare di migliorarmi in quello che posso fare tutti i giorni. Ogni calciatore ha caratteristiche diverse. Kvara è un giocatore fortissimo, come Dybala. Nainggolan, Barella, Conti, Cossu, Pinilla e Acquafresca sono giocatori fortissimi con cui ho giocato".

Piatto sardo preferito?

"Sono troppi. Ti dico il classico, il maialetto. E poi la seadas".

La spiaggia preferita?

"Non ne ho una in particolare, ma la mia preferita è Cala Mariolu, Cala Goloritzé, quella zona lì".

Tipo di ristorante preferito?

"Sono uno che mangia poco in ristorante, preferisco stare a casa, rilassato, con la mia famiglia e cucinare io".

Isola preferita oltre alla Sardegna?

"Molto banalmente la Sardegna in generale".

Chi tra Gaetano, Makoumbou e Prati diventerà un top player?

"Possono diventarlo tutti e tre. Stanno dimostrando di essere già giocatori importanti del nostro campionato. Aggiungerei Oristanio che è molto forte e ha tutte le carte in regola per diventare un calciatore importante".

La prima cosa che ti viene in mente pensando a Riva?

"La leggenda".