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ESCLUSIVA TC - NANDO ORSI: "Cagliari, in mezzo al campo manca qualcosa, ma il rientro di Marin sarà importante. L'attacco potrebbe rivelarsi una cooperativa del gol, con le punte che si dividono equamente il bottino di reti stagionali"TUTTOmercatoWEB
© foto di Stefano Principi
martedì 6 agosto 2024, 15:05Primo piano
di Matteo Bordiga
per Tuttocagliari.net

ESCLUSIVA TC - NANDO ORSI: "Cagliari, in mezzo al campo manca qualcosa, ma il rientro di Marin sarà importante. L'attacco potrebbe rivelarsi una cooperativa del gol, con le punte che si dividono equamente il bottino di reti stagionali"

Ex portiere, tra le altre, di Parma e Lazio, Nando Orsi era un estremo difensore affidabile ed essenziale, che alla spettacolarità dell’intervento plastico anteponeva la concretezza della parata efficace e tecnicamente pulita.

Oggi è un apprezzato commentatore televisivo e opinionista sportivo, e segue con grande attenzione le vicende di tutte le compagini di serie A che si stanno attrezzando per affrontare una nuova, lunga stagione che inizierà ad agosto e si concluderà a maggio 2025.

Nando, come giudica il mercato del Cagliari di Davide Nicola? La sensazione è che, nonostante gli acquisti di Piccoli, Adopo, Luperto, Zortea e Felici, manchi ancora qualcosa in più di un reparto…

“Io non sottovaluterei il rientro di Razvan Marin dall’Empoli: si tratta di un giocatore importante che potrebbe tornare molto utile alla squadra. In mezzo al campo è stato ceduto Sulemana, e forse in effetti qualcosina manca. In difesa, dando per scontato il ritorno di Mina, il terzetto sarebbe composto dal colombiano, da Luperto e da Wieteska. Ecco, forse sulla destra servirebbe un nuovo innesto, il cosiddetto ‘braccetto’. Là davanti hanno preso Piccoli: magari potrebbe esserci bisogno di un altro attaccante. Detto questo, mi sembra però che il Cagliari non sia rimasto con le mani in mano e abbia chiuso qualche buon affare. In più c’è un allenatore nuovo, quindi le aspettative sono decisamente alte e, soprattutto, l’intento è quello di rinforzare la rosa per non soffrire fino alla fine come è avvenuto nello scorso campionato.”

In attacco a suo avviso serve un altro bomber a prescindere dalla partenza o dalla permanenza di Lapadula o, al contrario, se l’italoperuviano rimanesse non sarebbero necessari ulteriori ritocchi?

“Beh, è stato preso Roberto Piccoli, che è una prima punta. Il quartetto offensivo è attualmente composto da lui, Lapadula, Luvumbo e Pavoletti. Potrebbe anche essere una buona batteria d’attacco. Di certo l’anno scorso il Cagliari ha avuto tanti problemi dalla cintola in su. Ora come ora la speranza è che Piccoli possa andare in doppia cifra. E ricordo che Lapadula nell’ultima stagione è stato tormentato dagli infortuni: stavolta, dopo aver svolto la preparazione con la squadra, potrebbe rivelarsi un’arma importante e fornire un apporto significativo sul piano realizzativo. Poi c’è Pavoletti che, in un modo o nell’altro, riesce sempre a incidere e, naturalmente, Zito Luvumbo: uno che se non segna crea comunque i presupposti per mandare in gol i compagni.

Certo, se arrivasse un cannoniere da 15 gol stagionali sarebbe meglio, ca va sans dire. Ma anche creare una ‘cooperativa del gol’, coi vari attaccanti che si dividono equamente il bottino di reti complessivo della squadra, potrebbe essere un’idea. Molto poi dipenderà dallo stile di gioco e dalla brillantezza della manovra dei rossoblù. Ma Nicola, in questo senso, rappresenta una garanzia: è un tecnico molto offensivo, che ti va a prendere alto e cerca sempre di essere aggressivo.”  

In realtà qualche anno fa si parlava di lui come di un allenatore principalmente attento alla fase difensiva. Eppure negli ultimi anni ha dimostrato di amare un calcio verticale, dinamico e propositivo, peraltro sempre supportato da almeno tre uomini d’attacco.

“Oggi gli allenatori delle formazioni che devono mantenere la categoria hanno capito che non possono difendersi tutto l’anno e sperare di sfangarla in contropiede, ma devono anche andare a prendersi i punti necessari al raggiungimento dell’obiettivo. Contro qualunque avversario. Nicola si è evoluto molto nel corso del tempo, e secondo me farà divertire il popolo rossoblù. È chiaro che la prima cosa da non fare sarà quella di paragonarlo costantemente a Claudio Ranieri: sarebbe un grave errore. Però ho visto che la tifoseria lo ha accolto con grande affetto e, soprattutto, ha risposto entusiasticamente sul fronte degli abbonamenti: anche quest’anno, come sempre del resto, l’Unipol Domus sarà un catino ribollente di passione.”