ESCLUSIVA TC - LUCIANO DE PAOLA: "Più che su Okereke punterei su Cheddira: è un attaccante di qualità, capace di far girare al meglio il reparto. Nicola è un ottimo tecnico e un grande motivatore: è capace di stimolare anche il magazziniere..."
Centrocampista dalla grinta leonina e dai polmoni d’acciaio, Luciano De Paola è stato tra gli indiscussi protagonisti della grande scalata del Cagliari alla fine degli anni Ottanta. Perno insostituibile della mediana rossoblù, guidò la squadra alla conquista dell’indimenticabile doppia promozione dalla serie C alla serie A (con annessa la conquista, nel 1989, della Coppa Italia di serie C).
Oggi allenatore itinerante, De Paola promuove in pieno la scelta della dirigenza cagliaritana di affidare la panchina a Davide Nicola, da lui ritenuto “prima di tutto una persona perbene, e poi un grande tecnico”.
Luciano, dopo Claudio Ranieri – che lei conosce benissimo – ora tocca a Davide Nicola traghettare il Cagliari verso una (possibilmente tranquilla) permanenza in serie A.
“Intanto diciamo che quando un allenatore abitualmente subentra in corsa e salva la squadra che è stato chiamato a guidare è facile che gli venga affibbiata l’etichetta di ‘mago delle salvezze’, magari presupponendo che non pensi a proporre un calcio brillante ma solo, banalmente, a centrare il suo obiettivo. Nicola, invece, è un ottimo tecnico: crede molto nel gruppo e lavora tantissimo sulla testa dei calciatori. Si tratta di un aspetto – oggigiorno – di importanza basilare: una volta infatti avevi a che fare con giocatori dalla forte personalità, e dunque dovevi essere innanzitutto un bravo gestore del gruppo. Oggi invece devi essere un abile psicologo e un grande comunicatore e motivatore. Nicola possiede tutte queste prerogative e, dunque, ha le carte in regola per ottenere buoni risultati a Cagliari: una piazza che è esattamente come lui, e cioè passionale.”
Tatticamente parte sempre da una difesa a tre, ma sdogana spesso moduli diversi: non si fossilizza sul 3-5-2, ma può adottare anche un 3-4-2-1 o un 3-4-3… In ogni caso cura meticolosamente la fase offensiva delle proprie squadre, oltre a quella difensiva.
“Raramente rinuncia ai tre difensori, ma a parte questo è uno di quei tecnici che adattano il modulo tattico alle caratteristiche tecniche dei giocatori a disposizione. Nicola può giocare con due o tre mediani, con una o tre punte… È flessibile: studia attentamente il materiale tecnico che deve plasmare e cerca di capitalizzarne al massimo le qualità. In questo è davvero bravissimo.”
Venendo al mercato della società isolana, a suo avviso manca ancora qualcosa soprattutto tra centrocampo e attacco?
“Penso che Piccoli sia un buon rinforzo: un attaccante di manovra che, tuttavia, sa anche coprire bene l’area di rigore. Potrebbe rivelarsi una pedina importante per il Cagliari. Luperto è un ‘fedelissimo’ di Nicola: è stato il primo acquisto richiesto dal tecnico piemontese, e non a caso. Lui è un leader e un trascinatore della retroguardia. Zortea e Adopo possono dare alla squadra quantità e qualità. Soprattutto Adopo è un elemento ben strutturato fisicamente e dotato di un buon tocco di palla: davanti alla difesa potrà recitare un ruolo da protagonista. Detto questo, la serie A è un campionato complesso e difficile: un’altra punta di spessore e un centrocampista qualitativo, se possibile, li ingaggerei. Se là davanti non hai un attaccante da almeno 10-12 gol stagionali difficilmente conservi la categoria. A meno che tu non abbia in panchina un tecnico capace di far segnare un po’ tutti a turno: dai difensori ai centrocampisti. Attenzione, però: ribadisco che Piccoli è un elemento di valore. Potrebbe anche essere lui il centravanti da doppia cifra. E Nicola potrebbe aiutarlo ad emergere: è un mister capace di motivare perfino il magazziniere…”
Nelle ultime ore, oltre a quello di Walid Cheddira, viene rilanciato il nome di Okereke, tornato in auge dopo l’interessamento manifestato dal Cagliari già nella passata stagione.
“Okereke è un profilo importante e interessante, ma io punterei le mie fiches su Cheddira: fa giocare bene le punte, è uno che si abbassa e parte da lontano. In generale, è un attaccante mobile e dotato di notevole qualità.”


