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ESCLUSIVA TC - GIACOMO BANCHELLI: "Cagliari, difficile trovare sul mercato la punta da quindici gol. Quest'anno Piccoli potrebbe dare un notevole contributo in fase realizzativa. L'Unipol Domus dovrà diventare la roccaforte rossoblù"TUTTOmercatoWEB
© foto di Lorenzo Marucci
martedì 20 agosto 2024, 17:00Primo piano
di Matteo Bordiga
per Tuttocagliari.net

ESCLUSIVA TC - GIACOMO BANCHELLI: "Cagliari, difficile trovare sul mercato la punta da quindici gol. Quest'anno Piccoli potrebbe dare un notevole contributo in fase realizzativa. L'Unipol Domus dovrà diventare la roccaforte rossoblù"

Giacomo Banchelli, ex attaccante del Cagliari a metà anni Novanta (in rossoblù collezionò 10 presenze condite da 5 reti), esprime un giudizio sostanzialmente positivo circa la gara disputata dai sardi domenica scorsa in casa contro la Roma. Secondo Banchelli l’Unipol Domus - per Pavoletti e compagni - dovrà diventare la roccaforte nella quale costruire il cammino verso la salvezza. Nella speranza di vivere un campionato meno tormentato e accidentato rispetto al precedente.

Giacomo, ha seguito il match tra rossoblù e giallorossi?

“Ho visto il secondo tempo. Secondo me il Cagliari in casa darà del filo da torcere a tutti. L’Unipol Domus è un fortino, ed è lì che i rossoblù devono porre le basi per ottenere la salvezza.

Ho visto un Piccoli molto determinato: un vero lottatore dalla metà campo in su. L’anno scorso a mio parere il Cagliari era più leggero in avanti, anche perché Petagna - la boa centrale - giocava ben poco. Ma ciò che più di ogni altra cosa mi lascia tranquillo è la presenza in panchina di Davide Nicola: un allenatore che spreme i suoi giocatori al centoventi per cento, e che riesce a ottenere sempre il massimo da ciascuno di loro. Del resto il suo curriculum dice che è un grande mister, che purtroppo non ha mai avuto la fortuna di sedersi sulla panchina di una squadra di prima fascia. Un po’ come Ranieri l’anno scorso, Nicola è oggi il vero fuoriclasse e il punto di riferimento del Cagliari.”

Nel primo tempo contro la Roma i rossoblù hanno esercitato il pressing alto, hanno proposto un calcio verticale e intraprendente e hanno recuperato tante volte il pallone nella metà campo avversaria. Un atteggiamento figlio delle nuove disposizioni tattiche del mister piemontese, alfiere di un calcio diverso rispetto a quello, più attendista, propugnato da Ranieri.

“Questa potrebbe essere una tattica da attuare in casa, soprattutto quando si affrontano le sei-sette big del campionato. Quando hai davanti a te avversari di caratura superiore l’idea di aggredirli con un pressing ultraoffensivo - specie nella prima mezz’ora - per inaridire sul nascere le loro fonti di gioco potrebbe rivelarsi vincente. Anche perché se attendi costantemente nella tua metà campo il Milan, l’Inter o la Juventus il gol fatalmente lo prendi. Del resto, come ho già detto, è in casa – oltre che nelle trasferte contro le dirette concorrenti – che il Cagliari deve fare i punti necessari a mantenere la categoria.”

A livello di organico la squadra le sembra completa o manca ancora qualche tassello? In attacco un bomber in grado di andare in doppia cifra è effettivamente necessario o è verosimile che un buon bottino di reti possa giungere dalla coppia Piccoli-Lapadula?

“Intanto un centrocampista di qualità come Gaetano, capace di fungere anche da raccordo con le punte, tornerebbe sicuramente molto utile. In più il calciatore napoletano conosce già l’ambiente, quindi il suo arrivo rappresenterebbe un valore aggiunto per la squadra. Per quanto riguarda la prima punta da dieci-quindici gol, io mi chiedo: dove la trovi? Chi sarebbe questo fantomatico bomber? Non conosco i nomi che gravitano attorno all’orbita-Cagliari. Hai già Piccoli, Lapadula e Pavoletti: quest’ultimo non potrà certo giocare sempre, per via della sua età, ma resta un’arma da utilizzare in corso d’opera per sbloccare le partite più rognose e tirate. Magari sarà Piccoli a segnare la maggior parte delle reti: perché no? Lapadula è uno che combatte, che sgomita, che si dà da fare: un attaccante mobile e volitivo con le sue caratteristiche tecniche può far comodo nell’arco di una stagione. Ma raramente l’italoperuviano è stato in grado di raggiungere la doppia cifra in serie A. In più mi sembra un po’ leggerino per lo stile di gioco di Davide Nicola: il Cagliari ha bisogno di un centravanti forte fisicamente che sappia calamitare su di sé i palloni e far salire la squadra. Una boa d’appoggio, insomma. Un Pavoletti più giovane.

Esaminando l’attacco rossoblù direi che non c’è la cosiddetta punta di diamante, quel titolare inamovibile del quale non si può mai fare a meno. Le punte sono l’una in competizione con l’altra, e si giocano il posto più o meno alla pari.”