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I MALEN DELLA DIFESA
Oggi alle 11:00Il punto
di Vittorio Sanna
per Tuttocagliari.net

I MALEN DELLA DIFESA

Vittorio Sanna, giornalista e scrittore, per i tifosi rossoblù "la voce del Cagliari". Nella sua trentennale carriera ha raccontato in radiocronaca oltre 700 partite, quasi 600 in serie A. Uno dei più accreditati storici del Cagliari

 di Vittorio Sanna

Roma-Cagliari finisce 2-0 e il commento di oggi, più che sul risultato, deve concentrarsi su un dato evidente: il Cagliari ha pagato soprattutto dietro.

Dopo la cessione di Luperto e con Mina infortunato, la difesa composta da Dossena, Ze Pedro e Juan Rodríguez si è trovata in una situazione complicata. E qui bisogna dirlo con chiarezza: una difesa non si riassesta dall’oggi al domani. Non basta cambiare un uomo per cambiare un reparto. Le difese sono fatte di intese, automatismi, tempi, letture comuni. E quelle cose non si improvvisano.

In più, il Cagliari si è trovato davanti Malen. Il nuovo attaccante della Roma, con caratteristiche molto precise: velocità, aggressività negli strappi, profondità. Un tipo di giocatore che, per passo e dinamica, è stato un problema serio per un difensore come Dossena. E infatti Malen ha messo in imbarazzo la linea, costringendo spesso il Cagliari a rincorrere e a difendere in affanno.

E allora qui nasce una domanda che oggi resta sospesa: dove finiscono i meriti di Malen e dove iniziano i mali del Cagliari? Perché è difficile separare le due cose. La Roma ha colpito con qualità, ma il Cagliari ha anche mostrato fragilità strutturali, soprattutto nelle letture e nei tempi.

La scelta di cedere Luperto, con tutta probabilità, è stata valutata sia dal punto di vista economico sia per le ripercussioni in questo campionato. E può anche essere stata un anticipo di futuro: un’operazione per iniziare a costruire e collaudare la difesa del domani, integrando Juan Rodríguez in modo stabile. È una strategia legittima. Ma è una strategia che comporta rischi. E contro la Roma quei rischi si sono visti.

C’è poi un altro elemento che ha pesato molto: il Cagliari è stato impreciso nelle uscite. E quando non riesci a uscire pulito, quando non riesci a respirare, ti togli da solo la possibilità di alleggerire la pressione avversaria. Rimani schiacciato, e la partita diventa un assedio. Anche perché Gasperini, molto umilmente, ha preparato una Roma estremamente pragmatica: ha francobollato Kilicsoy con una marcatura a uomo di Ndicka e ha sacrificato Wesley in chiave offensiva proprio per non concedere spazio alle ripartenze di Palestra. È stata una partita studiata, chiusa, controllata.

Il Cagliari, ne esce con una certezza: non è una sconfitta che deve creare panico, ma è una sconfitta che deve creare consapevolezza. Perché una cosa è chiara: se la difesa diventa un cantiere, serve tempo e serve lavoro. E il campionato, purtroppo, non aspetta. I punti in classifica e i distacchi rassicurano, ma i cambiamenti devono essere graduali, come lo è stata finora la crescita dell’insieme. L’importante è non fermarsi.