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tmw / cagliari / Il punto
Giovani al potere, una storia interessante. Accardi abile talent scout, ma chi decide è in un altro ufficio. Ecco cosa cambia...
Oggi alle 11:15Il punto
di Vittorio Sanna
per Tuttocagliari.net

Giovani al potere, una storia interessante. Accardi abile talent scout, ma chi decide è in un altro ufficio. Ecco cosa cambia...

Accardi raccoglie l’eredità di Angelozzi e diventa l’ottavo ds dell’era Giulini: esperienza, valorizzazione dei talenti e dialogo con il presidente le sfide

Tommaso Giulini riparte da un giovane. O forse sarebbe più corretto dire da uno che giovane non è più anagraficamente, ma che nel panorama dei direttori sportivi italiani continua a rappresentare una delle figure emergenti più interessanti della nuova generazione dirigenziale.

Accardi, l’ottavo direttore sportivo dell’era Giulini

Pietro Accardi, palermitano, classe 1982, ex difensore di Palermo, Sampdoria ed Empoli, ha costruito la sua seconda vita calcistica con una rapidità rara. Appese le scarpe al chiodo nel 2014, è diventato immediatamente Team Manager dell'Empoli per poi assumere il ruolo di Direttore Sportivo nel 2016, guidando per otto stagioni la costruzione tecnica del club toscano. Un percorso caratterizzato da promozioni, salvezze e soprattutto dalla valorizzazione di numerosi talenti diventati poi protagonisti del calcio italiano.

La sua nomina rappresenta un'altra tappa della continua ricerca di equilibrio da parte del presidente rossoblù. Accardi diventa infatti l'ottavo direttore sportivo dell'era Giulini, il settimo se si considera il doppio mandato di Stefano Capozucca come un'unica esperienza professionale.

I numeri raccontano una storia interessante. Il record assoluto di permanenza appartiene proprio a Stefano Capozucca, che sommando i due incarichi ha raggiunto 1.376 giorni di gestione sportiva. Se invece si considera la continuità senza interruzioni, il primato resta nelle mani di Dario Bonato con 945 giorni consecutivi. Marcello Carli segue tra i dirigenti maggiormente fidelizzati dal presidente, mentre Francesco Marroccu fu il direttore sportivo che Giulini si ritrovò in eredità al momento dell'acquisizione della società.

Angelozzi, salutato dopo una sola stagione, non detiene neppure il record della permanenza più breve. Quel primato appartiene infatti a Giovanni Rossi, rimasto in carica appena 282 giorni.

La sfida sarà convincere Giulini

Cosa cambia realmente con l'arrivo di Accardi?

La risposta, almeno oggi, è complessa. Le qualità professionali del dirigente siciliano sono riconosciute. La sua capacità di scovare talenti e valorizzare patrimoni tecnici è certificata dai risultati ottenuti a Empoli. Ma il punto centrale resta un altro.

Al Cagliari il direttore sportivo non è mai stato l'unico regista delle operazioni. Da sempre l'ultima parola appartiene a Tommaso Giulini. È il presidente a dettare la linea strategica, ad approvare o bocciare investimenti, a stabilire i limiti economici entro cui muoversi.

Per questo la qualità forse più importante richiesta ad Accardi non sarà soltanto la competenza tecnica. Sarà la capacità di convincere. Di trasformare le proprie intuizioni in progetti condivisi. Di trovare sintonia con un presidente che, dopo undici anni di gestione, continua a mantenere un ruolo centrale in ogni scelta significativa.

Giovani al potere, dunque. Ma con una precisazione: il potere vero, almeno per un'altra stagione, continuerà ad abitare nello stesso ufficio.