Marani: "Con Zola riflettemmo sul ruolo dei giovani in Serie C"
Matteo Marani, presidente della Lega Pro, è intervenuto al Festival della Serie A in corso a Parma nel panel dedicato al futuro del calcio italiano. Nel suo intervento ha affrontato diversi temi, dalla crisi attraversata dal movimento nazionale alla valorizzazione dei giovani, soffermandosi anche sul ruolo delle seconde squadre.
Le parole di Marani
“Siamo soddisfatti dei risultati che stiamo raggiungendo, specialmente in termini di spettatori. Però se continuiamo a ragionare ciascuno per conto suo, non andiamo avanti. In generale, è innegabile che siamo di fronte alla più grande crisi del calcio italiano. Tra due settimane saranno passati vent’anni dall’ultima vittoria al Mondiale, che è anche l’ultima partita a scontro diretto giocata ai Mondiali. Da vent’anni non abbiamo più fatto nemmeno un ottavo, non vinciamo la Champions dal 2010 e l’anno prossimo saranno vent’anni che non abbiamo un Pallone d’Oro in Serie A. Secondo me cercare il capro espiatorio è l’errore più grosso che si può fare, è una cosa molto italiana: ora è Gravina, prima Tavecchio e via dicendo. Invece dobbiamo riflettere sul domani: oggi siamo concentrati solo sul risultato, perpetriamo un modello che è finito”.
L’importanza dei giovani
“Arrivando insieme a Gianfranco Zola, ci colpì molto l’idea dei giovani in Serie C, legata all’assistenzialismo. Li prendi, fai minutaggio. Come fosse un parcheggio. Ma così non si cresce. Le cose si possono fare, ma si possono fare bene o male. Bisogna capire cosa sono le seconde squadre: se sono espressione solo di un club, non servono. Se sono di servizio all’intero sistema, allora è diverso”.






