Cagliari, Acquafresca su Pisacane: “Ha tenuto duro, bisogna dare chance ai giovani”
Robert Acquafresca, ex attaccante del Cagliari, è intervenuto a Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio, affrontando diversi temi legati al calcio italiano: dalla crisi della Nazionale al lavoro di Silvio Baldini, passando per Massimiliano Allegri, Fabio Pisacane e un retroscena sul Napoli.
Acquafresca tra Nazionale, Allegri e Pisacane
Le parole dell’ex attaccante del Cagliari
L'ex rossoblù si è soffermato sulla necessità di cambiare alcune regole per favorire la crescita del movimento italiano, senza pretendere risultati immediati. Spazio anche al giudizio su Baldini, che Acquafresca confermerebbe alla guida della Nazionale, e su Allegri, tecnico con cui ha lavorato ai tempi del Cagliari.
La dispersione del talento in Italia
Perché c'è dispersione del talento in Italia?
"Ci sono delle regole che non vanno bene. Non possiamo pensare di avere i risultati in pochi anni. Serve personalità e voglia di cambiare".
Il giudizio su Baldini
Il lavoro di Baldini?
"Ha potuto fare poco, ma nel frattempo ha fatto tanto. Mi dispiacciono le sue dichiarazioni nel post partita, perché si sente un po' burbero, ma non deve essere considerato uno scappato di casa. Continuerei con lui per la Nazionale. Il cambiamento poi però deve andare a cascata".
Il rapporto con Allegri
Cosa mi ha lasciato Allegri?
"È un grandissimo gestore, parla con i giocatori. Io al mister lo ringrazierò sempre per quell'esperienza. Gli auguro di fare bene. Allegri è abituato a vincere Scudetti e lottare. Io Allegri lo vorrei in tutte le squadre".
La situazione del Milan
Come mi spiego l'andamento del Milan?
"Non c'è una situazione bella in società. Non è facile lavorare in un ambiente del genere. Poi si tirano le somme. Cosa significa rappresentare l'Italia alle Olimpiadi? Il cuore si riempie di orgoglio e di responsabilità".
Pisacane e il tema giovani
Pisacane è il nuovo che avanza?
"Mi è piaciuto che ha tenuto duro nonostante le difficoltà. Mi auguro e auspico che tanti allenatori lancino i giovani. Il calcio oggi è molto più giovane di quando giocavo io. Bisogna dare chance. Uno dei rammarichi è che sono stato vicino al Napoli. Per due volte di fila: la prima volta avevo già firmato con il Genoa e subito dopo quell'anno avevo avuto degli infortuni, per venire a Napoli devi stare bene".


