Brescia Calcio, arriva il fallimento. Cellino: “È solo un atto di punizione“
Il Tribunale di Brescia ha disposto la liquidazione giudiziale del Brescia Calcio, decretando la fine dell’esperienza della società guidata da Massimo Cellino. Dopo 114 anni di storia tra Serie A e Serie B, il club non farà parte del calcio professionistico.
La decisione dei giudici arriva dopo l’esclusione dai campionati professionistici, causata dal mancato rispetto delle scadenze economiche previste, e dopo l’avvio della procedura concorsuale.
Una situazione che si è concretizzata proprio nel giorno del settantesimo compleanno di Massimo Cellino, che ha commentato così il provvedimento: “È solo un atto di punizione. Non pensavo che l’acredine fosse più forte della ragione”.
Il presidente del Brescia ha poi aggiunto: “Il problema è che si perdono oltre 5 milioni per i creditori. Purtroppo il 2 agosto è troppo vicino perciò non serve neppure impugnare l’atto”.
Secondo quanto riferito dall’avvocato Luca Bonavitacola, legale di Cellino, il provvedimento del tribunale evidenzia un’esposizione complessiva della società pari a circa 20 milioni di euro: 10 milioni legati ai finanziamenti e altri 10 milioni nei confronti di creditori privilegiati e altri soggetti.
Non è bastata neppure la riattivazione della vecchia matricola del Brescia, avvenuta lo scorso 30 giugno, resa possibile anche dalla cessione di Sandro Tonali e dai circa 6 milioni di euro previsti come diritti di valorizzazione. Una soluzione che non è riuscita a evitare il definitivo epilogo della società.


