Semplici avverte: “In Serie A c’è troppo squilibrio, i soldi andrebbero divisi in modo più equo”
La nuova stagione di Serie A si avvicina e Leonardo Semplici guarda al prossimo campionato con l’esperienza maturata in anni di lavoro sulle panchine italiane. L’allenatore, attualmente in attesa di una nuova opportunità, ha analizzato gli equilibri del torneo, soffermandosi soprattutto sulle differenze economiche tra le big e le altre formazioni in esclusiva ai microfoni di Fanpage.
Il tecnico sottolinea come negli ultimi anni il divario sia diventato sempre più marcato, con conseguenze anche sulla lotta per la salvezza.
“Purtroppo sì. Negli ultimi anni il divario tra le prime cinque o sei squadre e tutte le altre è aumentato tantissimo. Gli investimenti sono completamente diversi e questo incide inevitabilmente sul livello del campionato. Sarebbe importante avere una ripartizione economica più equilibrata, perché renderebbe la Serie A molto più competitiva.”
Secondo Semplici, anche l’abbassamento della quota salvezza rappresenta una conseguenza diretta di questa situazione.
“È il riflesso di questo squilibrio. Una volta servivano quasi 40 punti, oggi spesso ne bastano 31 o 32. Significa che la differenza tra chi lotta per lo scudetto e chi si salva è diventata enorme.”
Tra i progetti da seguire con maggiore interesse c’è quello della Fiorentina, affidata a Fabio Grosso, ma anche l’Atalanta a Maurizio Sarri.
“La Fiorentina è sicuramente uno dei progetti che seguirò con più attenzione. Mi incuriosisce vedere il lavoro di Grosso insieme a Paratici e capire come verrà costruita la squadra. Mi auguro possa tornare a competere per gli obiettivi raggiunti negli anni precedenti.”
Sul nuovo corso nerazzurro aggiunge: “Un’altra squadra che mi incuriosisce è l’Atalanta. Con Gasperini aveva un’identità tattica consolidata, mentre con Maurizio Sarri cambia praticamente tutto. Sarà interessante capire quanto tempo servirà perché i giocatori assimilino nuovi principi di gioco e come la società accompagnerà questa trasformazione anche attraverso il mercato.”


