ESCLUSIVA TC - CLAUDIO GENTILE: "Il Cagliari deve rivedere qualcosa, altrimenti rischia la bassa classifica. Ma Petagna è un acquisto azzeccato. Le critiche a Mancini? Chiunque avrebbe accettato un'offerta come quella dei sauditi..."
Gentile di cognome… un po’ meno in campo.
La sua doppia performance, con la maglia azzurra, contro Maradona e Zico ai Mondiali di Spagna 1982 è ormai storia. Anzi, leggenda. Almeno quanto le sue doti aeree e di anticipo. E la sua precisione nei tackle. E l’inesauribile “garra” che lo contraddistingueva in ogni sua partita, fosse con la selezione italiana o con l’amata casacca bianconera della Juventus.
Claudio Gentile, difensore arcigno e inesorabile - ma molto meno irruento di quello che ci racconta una narrazione un po’ romanzata e distorta - dopo il ritiro ha vissuto una seconda vita di tutto rispetto nei panni di allenatore, conquistando l’Europeo di categoria con l’Italia Under 21 nel 2004.
Da parecchio tempo fuori dal giro per ragioni mai del tutto chiarite, nonostante non respiri più l’atmosfera elettrizzante del pre-partita e rimpianga il profumo dell’erba - e della battaglia - al momento dell’ingresso in campo, l’ex difensore bianconero rimane un attento osservatore del calcio nazionale e internazionale.
Claudio, che valutazioni si possono fare in generale dopo le prime due giornate di campionato? Quali squadre hanno finora suscitato l’impressione migliore?
“Ora come ora è difficile trarre conclusioni. Il reale potenziale delle varie squadre inizierà a vedersi dopo sette-otto giornate. Direi comunque che il campionato è partito bene, con una buona qualità generale: credo che alla lunga si potrà vedere qualcosa di nuovo e di interessante.
Certamente sulla carta la Juventus potrebbe avere un vantaggio, non avendo l’impegno delle coppe europee. Allegri avrà a disposizione tutte le settimane giocatori meno stanchi e sgravati dall’onere delle gare internazionali, che lasciano sempre qualche scoria. I club che poi sono partiti con delle ambizioni importanti potrebbero aver bisogno di tornare sul mercato, per rimediare a infortuni o a eventuali mancanze di vario genere.”
Si riesce a intravedere già una possibile sorpresa – in positivo o in negativo – che potrebbe materializzarsi nel corso della stagione? Abbiamo, ad esempio, da un lato un Verona addirittura a punteggio pieno e, dall’altro, una Lazio inopinatamente ancora a zero punti…
“Direi che è troppo presto. Anche perché le squadre più blasonate partono con un ritmo diverso rispetto a quello delle formazioni che si devono salvare o che, comunque, non hanno ambizioni particolari. Le ‘piccole’ cominciano spesso più forte, e dunque si possono facilmente verificare dei risultati a sorpresa. Le grandi devono calibrare la preparazione anche in proiezione delle notti europee. Ripeto, tra qualche settimana avremo un quadro più chiaro – e soprattutto credibile – della situazione.”
Dove può arrivare la Fiorentina, che ha messo subito in mostra – proprio come l’anno scorso – un calcio frizzante e offensivo e cercherà di ripetere l’ultimo, sorprendente exploit europeo?
“Credo che i viola replicheranno quanto di buono fatto vedere l’anno passato. Si sono resi protagonisti di una stagione estremamente positiva, arrivando fino alla finale di Conference League, e hanno mostrato ottime cose sotto il profilo tecnico-tattico.”
Claudio, come vede invece il Cagliari di Claudio Ranieri? L’esordio col Toro è stato incoraggiante, poi è arrivata una sconfitta piuttosto netta in casa contro l’Inter.
“I rossoblù a mio parere dovranno rivedere qualcosa, altrimenti potrebbero rischiare la bassa classifica. Ma è ancora tutto in divenire: le squadre devono trovare gli equilibri giusti e la forma migliore. Comunque trovo che Petagna sulla carta potrebbe essere il sostituto ideale di Lapadula, ma poi bisognerà vedere come andranno le cose sul campo, che è sempre il giudice ultimo e inappellabile. Ma l’ex attaccante del Monza ha delle buone qualità: è stata brava la società sarda a intervenire tempestivamente dopo il forfait dell’italoperuviano, sopperendo al suo grave infortunio con un acquisto adeguato.”
Un suo parere sulla controversa vicenda legata alla scelta di Roberto Mancini di rinunciare alla panchina azzurra e di accettare l’offerta faraonica dell’Arabia Saudita. E, al tempo stesso, un’opinione su Spalletti: è il tecnico giusto per perpetuare l’ambizione di una Nazionale vincente ma anche bella esteticamente?
“Io sinceramente penso che la decisione che ha preso Mancini l’avrebbe presa chiunque. Mi sarebbe sembrato molto strano se avesse rinunciato a un’offerta del genere. Anche perché era stato più volte criticato in passato, quindi ha scelto di andare da un’altra parte per non essere più ‘martellato’ dalla stampa italiana.
Spalletti aveva detto che si sarebbe preso un anno sabbatico, ma poi l’offerta della Nazionale è stata troppo allettante. La filosofia di Spalletti è simile a quella di Mancini: il tecnico toscano cercherà sicuramente di far giocare bene l’Italia. Anche se poi alla base di tutto c’è il risultato: tu puoi giocare benissimo e non vincere nulla. Serve un pizzico di fortuna per arrivare in fondo alle competizioni o alzare i trofei: i pianeti devono tutti allinearsi e le cose devono andare per il verso giusto.
Va ricordato che veniamo da due Mondiali consecutivi mancati: una cosa davvero anomala per una Nazionale con quattro stelle sul petto.”


