CR7 e Benzema apripista, l'Arabia tenta altri big: l'obiettivo è il Mondiale del 2030
La Saudi Pro League occupa la 40esima posizione nella classifica dei campionati più competitivi al mondo, secondo l'indice IFFHS del 2022. Negli ultimi anni, però, il livello del calcio arabo è cresciuto grazie a investimenti mirati, che hanno portato tanti giocatori e allenatori (europei e sudamericani) non di primissima fascia ad accettare le offerte dei vari club. Adesso si fa sul serio: l'obiettivo è raggiungere la top-10 dei campionati più importanti e soprattutto l'organizzazione dei Mondiali del 2030.
'Vision 2030' è il programma ideato dal governo saudita per ottenere il riconoscimento della FIFA che gli permetterebbe di emulare il Qatar, che ha ospitato l'ultima edizione della Coppa del Mondo. Tuttavia, qualora le circostanze lo richiedessero, questo piano potrebbe essere posticipato al 2034. Ma l'operazione è cominciata ufficialmente qualche mese fa, quando Cristiano Ronaldo è stato ingaggiato dall'Al-Nassr, e prosegue a marcia spedita: se un top player, in Europa, guadagna al massimo 50 milioni di euro netti (lo stipendio di Lionel Messi a Parigi), i club arabi offrono cifre fuori mercato. Il caso di Karim Benzema, che è passato da 15 a 200 milioni, è emblematico, ed è per questo che sono in tanti a considerare l'idea di chiudere la carriera nel Paese asiatico: Gundogan, Icardi, Neymar, Kane, Aubameyang, Lewandowski e Modric sono tutti in trattativa: a loro, oltre a uno stipendio clamoroso, verrebbe garantito anche un extra come ambasciatori della candidatura dell'Arabia Saudita per il Mondiale 2030. Insomma, gli argomenti sono assolutamente convincenti, anche se qualcuno, come Messi, ha detto no.






