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ANALISI - Equilibrio, ecco la parola chiave dopo Andria. Solo chi riesce a rialzarsi è un vincente
domenica 13 dicembre 2015, 11:05Punti Di Vista
di Raffaele Cozzolino
per Tuttocasertana.it

ANALISI - Equilibrio, ecco la parola chiave dopo Andria. Solo chi riesce a rialzarsi è un vincente

A differenziare un campionato straordinario da uno normale è la capacità di incassare i colpi

La prima parola che ci viene in mente il giorno dopo la sconfitta di Andria, la seconda consecutiva in trasferta, entrambe in terra pugliese, è equilibrio.

Un fattore che troppo spesso nel calcio  viene dimenticato, soprattutto in piazze calde come quella casertana. A volte bisogna allontanarsi dai sentimenti iniziali, guardare le cose con lucidità, forse anche con distacco, e dare giudizi sereni o, per l'appunto, equilibrati

Le critiche piovute sulla squadra, dopo il k.o. di Andria, ci sono sembrate eccessive rispetto a quelle, giustificate, della sconfitta di Foggia. Critiche che, per molti versi, rappresentano qualcosa di distruttivo e non di formativo per un gruppo che, nonostante stia attraversando un momento non semplice, è sempre primo in classifica. 

La sconfitta ci sta, è parte integrante del gioco del calcio. Ancor di più se su quindici partite sono solo un terzo le partite perse. La Casertana, per chi se lo fosse dimenticato, non è stata costruita per vincere 34 gare o per stracciare il campionato. Un passaggio a vuoto, ma anche due, o tre, ci stanno. Rappresentano l'ovvietà di uno dei tornei più difficili che c'è. A fare la differenza tra un campionato straordinario da uno normale è la capacità, come per la vita direbbe Rocky, di saper ricevere i colpi, di incassarli, di avere la forza di rialzarsi dopo essere stati messi al tappeto. Così si è dei vincenti. 

Non serve puntare per forza il dito contro qualcosa, non serve trovare in ombre i colpevoli di una sconfitta. Ciò che conta è restare uniti, remare tutti dalla stessa parte, prendere consapevolezza della propria forza e dei propri limiti e lottare per andare oltre. 

E' ovvio che al 'Degli Ulivi', in un ambiente difficile contro una buona squadra, organizzata, qualcosa non ha funzionato. Ci sono le assenze a fare da contraltare ai tanti errori (Rainone, De Angelis, Mancosu ed Agyei sono pedine cardine di una squadra costruita per salvarsi, salvo gli ultimi tre innesti finali) ma, come ha anche detto Romaniello, ciò non può rappresentare un alibi. Va analizzata la poca incisività sottoporta di un ragazzo come Diakitè che sembra aver perso fiducia nei propri mezzi e, per questo, va aiutato. Va capito il perché di troppi rossi, fermo restando che la Casertana è una squadra che, di norma, gioca a calcio, e non a calci. Va valutata l'opportunità di cambiare assetto di gioco contro determinate avversarie che, ormai, studiano nei dettagli la Casertana, in quanto prima della classe. 

Tutto ciò, però, non deve essere visto sotto una luce di catastrofismo. Ci vuole, ecco che ci risiamo, equilibrio. Non si può lasciare che un qualcosa di negativo trovato lungo il tragitto comprometta un intero percorso compiuto e ancora da fare. Non può una sconfitta far diventare un giocatore da buono a non da Lega Pro. 

Si dovrebbe prendere esempio da quei 93 malati, più tutti quelli che volevano ma non sono potuti andare ad Andria, che seguiranno questa Casertana sempre. Nelle vittorie e nelle sconfitte. Consapevoli che questa squadra uscirà sempre dal campo con il completino sporco e sudato. 

Nota a margine, l'arbitraggio. Chi scrive non ama parlarne, è una componente del gioco, va accettata e, con ogni probabilità, ci saranno, nel resto del campionato, degli episodi a favore che bilanceranno il tutto. Va detto, però, che ci vuole più attenzione. E' paradossale che nelle ultime quattro gare giocate dalla Casertana tutte le decisioni dubbie siano andate contro la compagine rossoblù. Non crediamo nella malafede, nel condizionamento. Per carità. Ci vuole competenza, bisogna essere all'altezza di arbitrare la squadra prima in classifica. Bisogna saper fischiare una gomitata volontaria (su Alfageme contro il Monopoli), una spinta irregolare (gol Lupa Castelli), un fuorigioco visibile a velocità normale (contro l'Andria). Chiamate tutt'altro che difficili. Attenzione e competenza, ci viene da chiedere solo queste due cose. Il resto lo dirà il campo.

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