Nervosismo e tensione, ora tocca alla società
Durante una partita di calcio la tensione, il furore agonistico, la voglia di vincere e uno spirito battagliero sono caratteristiche che emergono spesso e volentieri. Ma a volte si esagera. E’ accaduto ieri a Frattamaggiore durante l’amichevole tra i bianconeri e la Casertana. Gli ospiti hanno dovuti fare i conti con un gioco maschio degli avversari, adeguandosi ad un metro arbitrale insolito per un’amichevole d’agosto.
Al di là del triste epilogo (gara sospesa al 20’ della ripresa per rissa), è giusto evidenziare aspetti che fanno suonare l’allarme o per meglio dire continuano a tenere in allarme lo staff tecnico. Un eccessivo nervosismo è apparso al ‘Ianniello’ giovedì pomeriggio. Troppa tensione subito dopo il gol incassato al primo minuto. Continue proteste all’indirizzo di un arbitro tutt’altro che federale e in difficoltà a seguire l’azione. Un accanimento su ogni decisione contraria che francamente ha sorpreso un po’ tutti gli addetti ai lavori. Per buoni venti minuti la Casertana è avuto grosse difficoltà ad imporre il proprio ritmo rischiando di beccare il raddoppio in almeno altre tre occasioni. Inutile girarci intorno: nell’era della tecnologia esasperata, anche le pietre leggono i commenti sui social network e si fanno un’idea dell’umore della piazza.
I casertani sono scontenti di questa Casertana perché il passaggio dal vecchio al nuovo è stato fin qui abbastanza traumatico. Progressi troppo lenti per essere notati e una rosa non ancora completa a dieci giorni dalla chiusura del mercato. Una tensione che si riesce a captare già quando si imbocca il cancello del Pinto. Bisogna immediatamente dare un segnale alla piazza.
Occorre dimostrare che nonostante le partenze, gli addii e coloro che son sospesi, chi è al posto di comando ha le idee chiare. Lo stesso allenatore a volte non sa come comportarsi ed ecco che vediamo sempre stesso modulo ed interpreti. Adesso la palla è nelle mani (o piedi se preferite) del club.


