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Striscione della discordia, un grande equivoco. Tifosi dalla parte della società, c'è un rischio da evitare
giovedì 5 novembre 2015, 00:54Punti Di Vista
di Raffaele Cozzolino
per Tuttocasertana.it

Striscione della discordia, un grande equivoco. Tifosi dalla parte della società, c'è un rischio da evitare

E pensare che la Casertana è prima in classifica...

"Dei vostri accordi ce ne laviamo le mani... rispettate i casertani", questo il testo dello striscione che sta facendo discutere tutto l'ambiente rossoblù. Parole che hanno ferito, stando alle loro dichiarazioni, il presidente Pasquale Corvino, il direttore generale Nicola Pannone ma, soprattutto, l'azionista di maggioranza Giovanni Lombardi che, dopo tanto silenzio, ha parlato, in esclusiva, ai microfoni di tuttocasertana.it (CLICCA QUI PER LEGGERE L'INTERVISTA).

Oggi, nella consueta analisi post match, ci piacerebbe parlare di calcio. Discutere sui tanti giovani dell'Ischia che sono stati schiantati da una buona Casertana B, composta da un mix di giocatori esperti (Rajcic, Pezzella su tutti) e giovani (Gala, Guglielmo). Godere del primo gol del talentino Ginestra e restare delusi dalle tante (troppe) occasioni sprecate da Nicola Ciotola. Invece no, ancora una volta all'ombra della Reggia parlare di calcio, di ciò che è accaduto sul rettangolo verde, non è possibile o, quantomeno, restrittivo. 

Ieri è stata una giornata assurda, una mattina senza senso dove fino a due ore e mezza dal (presunto) fischio d'inizio di Casertana - Ischia non si sapeva se le due squadre si sarebbero affrontate regolarmente, trovando aperti i cancelli dello stadio 'Pinto'. Poi le tante parole spese nel post gara nella conferenza stampa fiume indetta dalla società. Poi, ancora, le dichiarazioni di Lombardi.

Noi sul 'Pinto' ci siamo già espressi (CLICCA QUI PER LEGGERE) ma, a prescindere, ciò che va analizzato con la massima attenzione è la polemica nata intorno a quello che abbiamo ribattezzato lo "striscione della discordia". Un qualcosa che, a nostro avviso, è stato interpretato male e che non rappresenta nessun accusa verso la società. Anzi, durante la gara di ieri si sono sentiti chiaramente cori verso il commissario prefettizio Nicolò, che lasciano intendere da che parte è schiarato il tifo rossoblù. E' chiaro che il "ce ne laviamo le mani" è di facile fraintendimento ma, con ogni probabilità, il senso era che, a prescindere da come andranno a finire le cose, ciò che dovrà essere tutelato è il rispetto verso chi della Casertana fa l'amore di una vita. 

Facciamo grossa difficoltà a credere che i tifosi non apprezzino gli sforzi di questa società. Facciamo grossa difficoltà a pensare che non comprendano quanto questa Casertana sia il più grande manifesto di quella casertanità tanto ricercata in questi anni. Facciamo grossa difficoltà a immaginare che quella frase sia il pensiero di tutti i tifosi rossoblù anzi, in molti, ci hanno scritto per chiederci di sottolineare la loro distanza dal concetto espresso da quello striscione. 

Ecco, alla fine della fiera il punto, che ci teniamo a sottolineare, è uno: ci si sta dividendo. L'unità è stata la più grande forza di questo ciclo rossoblù con Giovanni Lombardi e Nicola Pannone a capo. L'affetto tra società e tifosi ha rappresentato la marcia in più e se questo fattore verrà a mancare rischierà di diventare un boomerang dagli effetti devastanti. 

E' possibile che ci sia chi ha sbagliato, chi ha ragione, chi si sente tradito, chi ha tradito. La certezza è che tutti vogliono il bene della Casertana e che i tifosi sono dalla parte della società. Quindi la soluzione è semplice: uniti si vince. Contro cosa? Contro chi mette i bastoni tra le ruote alla migliore realtà di questa provincia. 

E pensare che la Casertana è prima in classifica...

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