ANALISI - La reazione dei Falchetti è da grande squadra. La società ha ragione, però va sottolineata anche un'altra cosa
La Casertana non è più una sorpresa. Non ci voleva la vittoria sulla Lupa Castelli per certificare ciò ma il modo in cui è arrivata rende definitiva un'idea che ormai alberga in tutti quelli che ruotano intorno all'ambiente rossoblù, compresi quegli avversari che cominciano a temere la forza degli uomini di Romaniello che, probabilmente, erano visti come una stella destinata a spegnersi rapidamente.
Invece no, neanche quando è l'arbitro a rimettere in carreggiata gli avversari (la Lupa Castelli non è una cattiva squadra: ha limiti tecnici ma ha provato a mettere in campo ciò che viene studiato in settimana). L'errore del signor Andreini della sezione di Forlì è palese, troppo per passare inosservato. Quello che però va sottolineato, dato che, a prescindere, di arbitri non ci piace parlare, è la reazione della squadra. Fatta di sostanza, rabbia, personalità e qualità. Come ha detto Marco Mancosu un episodio de genere avrebbe potuto tagliare le gambe a molti, non alla Casertana, a questa Casertana. Una squadra fatta di uomini calati completamente nel contesto di una città, e provincia, che, nonostante tutto ciò che si dice, nella sua storia ha più volte dato prova del suo carattere.
La città. I tifosi. Le presenze di ieri al 'Pinto'. Le parole di Corvino in merito a ciò. Non riusciamo a dargli torto. Non ci capacitiamo della disaffezione di tutte quelle persone che lo scorso anno venivano allo stadio e che in questa stagione, numeri alla mano, restano lontano dall'impianto di viale delle Medaglie d'Oro. Sì, è vero: l'orario non era dei migliori e pioveva. Ma quella di ieri non era la prima partita in casa ma solo l'ultima di una serie che, va ripetuto, giustificano le dichiarazioni del numero uno rossoblù.
Però, proviamo a girarla. A vedere anche l'altro lato della medaglia. Si parla (ribadiamo, è giusto) spesso degli assenti. Ma i presenti? Che spettacolo. Soprattutto quelli nei distinti, soprattutto quelli che sotto una vera e propria tormenta sono rimasti al loro posto a cantare, ad incitare, a tifare, ad amare un qualcosa che va oltre il banale significato di una squadra di calcio. Sono loro che meritano la luce dei riflettori, sono loro che seguiranno (ed hanno seguito) ovunque la Casertana.
È ovvio che non bisogna accontentarsi, che la voglia di vedere un 'Pinto' stracolmo è tanta però ieri si è vissuto un pomeriggio spettacolare. Sul campo e sugli spalti.
Nel frattempo, tutti a Foggia.


