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ESCLUSIVA - Il ds Pasquariello incorona la Casertana: "L'orgoglio di tutta la provincia, bravi società e tecnico, ecco cosa dico ai tifosi"
venerdì 27 novembre 2015, 10:25Esclusive
di Pasquale Gallo
per Tuttocasertana.it

ESCLUSIVA - Il ds Pasquariello incorona la Casertana: "L'orgoglio di tutta la provincia, bravi società e tecnico, ecco cosa dico ai tifosi"

L'operatore di mercato analizza il primato dei falchetti, soffermandosi a lungo su suo ex allievo Romaniello

Una vita ad inseguire un pallone per poi spingerlo in rete. Giovanni Pasquariello è nato e cresciuto su quel rettangolo di gioco che è stato per anni il suo mondo. Prima un centrocampista dai piedi buoni, un mastino, un leader in mezzo al campo, poi direttore sportivo da venticinque anni. Un ruolo fortemente voluto da Pietro Trombetta, storico presidente del Marcianise calcio che nel ’91 lo investì di quella carica che poi non ha più abbandonato. Un casertano profondamente innamorato della Casertana e da uomo di calcio ha fotografato il momento rossoblù.

Direttore si aspettava il primato dei falchetti con ben sette punti di vantaggio sulla seconda?

“Se consideriamo il valore di ogni singolo calciatore, parliamo di un valore assolutamente superiore alla media. Gragnaniello ha giocato a livelli importanti sempre tra i pro, Idda è un calciatore di grande carattere, Murolo passatemi il termine è una mia creatura avendolo visto crescere. Un difensore che gioca da tempo per traguardi prestigiosi. I Rajcic, Mancosu, Negro, Alfageme, De Angelis non hanno bisogno di presentazioni. Non c’è dubbio che si tratta di una rosa di prima fascia. Da un lato sono stati favoriti dalla grande serenità con cui lo staff tecnico ha preparato in estate la rosa. Un ruolo importante lo ha avuto il cambiamento societario che ha distolto l’attenzione di tifosi e addetti ai lavori. E adesso con grande tranquillità sta ottenendo risultati strameritati schiacciando gli avversari ogni domenica. Il merito è specialmente dell’allenatore bravo a cambiare in corsa passando dal 4-2-3-1 ad un 3-5-2 che sta regalando grandi soddisfazioni. 

A proposito di allenatore. Mister Romaniello è una piacevole sorpresa. Lei lo ha avuto sia come calciatore che come tecnico.


“L’ho rincorso per anni ai tempi del Marcianise. Erano stagioni in cui si facevano sacrifici per mantenere la categoria. Arrivò a Marcianise nel pieno della maturità e potenzialmente avrebbe potuto raccogliere di più. Era un leader, regista, un ambidestro che era un lusso per la categoria. Era un buono, forse anche troppo, qualità che a volte è un limite. Poi siamo stati ad Aversa nel 2012. Siamo partiti bene mantenendoci ampiamente in zona salvezza. Poi ci sono stati diversi problemi e lasciammo. Per quanto mi riguarda, l’ho detto e ribadito già in estate: parliamo di un grande competente di questo sport, pretende che si giochi a calcio senza mai gettare la palla. Quella profezia estiva è stata di buon augurio suffragata dalla società che gli ha messo a  disposizione giocatori che sono davvero un di più per la categoria. Alcuni sono arrivati con grande fame di vittoria, con quella voglia di rivincita e continuare ad ottenere risultati importanti. Con i giusti stimoli, inseriti al posto giusto da un tecnico bravo come Romaniello, riescono a dare il massimo”. 

Tutti stanno dando il massimo, qualcuno sta riscuotendo anche consensi da altre piazze.

“La sorpresa, se la vogliamo chiamare così, sotto l’aspetto tecnico può essere Tito, ma già dimostrò in passato il proprio valore. L’anno scorso però aveva Bianco che nelle prima parte di stagione fece grandi cose. Intelligente poi l’innesto di Pezzella, un uomo spogliatoio, un ragazzo abituato a vincere e lo ha fatto in tutte le piazze in cui è andato. Per non parlare di Mangiacasale tatticamente fondamentale per questa Casertana. Dall’esterno si vede una squadra che gioca con serenità, con quella tranquillità mentale che nel calcio per vincere è essenziale”.

Gennaio si avvicina, lei se dovesse intervenire sul mercato come lo farebbe?

“Molti di loro hanno già vinto con altri club e sanno cosa e come fare a vincere. Bisogna aspettare il girone di ritorno quando le pressioni saranno diverse. Forse aumenterei la fisicità con calciatori che mentalmente sono già pronti e consapevoli della realtà che andrebbero a trovare. Ad esempio Rajcic ha dimostrato che a Caserta dovranno arrivare giocatori con quella intelligenza calcistica. Quando saranno chiamati in causa, come hanno fatto D’Alterio e Rajcic dovranno farsi trovare pronti. Fermo restando che questa Casertana è già forte così”.

Ci si aspetta forse qualcosa in più dai tifosi. Lei che conosce bene la piazza, come si spiega un calo in termini numerici delle presenze al Pinto?

“Innanzitutto questa splendida Casertana fa da contraltare ai mille problemi del territorio e dobbiamo essere orgogliosi di quello che stiamo vedendo quest’anno. Purtroppo vent’anni di dilettantismo hanno influito e non poco perché nel frattempo sono emerse altre realtà che catalizzano l’attenzione di molti. Inoltre oggi con le difficoltà che ci sono, è difficile portare una famiglia intera allo stadio essendoci anche altre priorità. Per riconquistare tutti i tifosi servono continue iniziative per diffondere ulteriormente il marchio Casertana che è un bene di tutti e merita di tornare in categorie superiori. Il mio augurio è che i tifosi come tutti noi possiamo riassaporare quelle emozioni vissute ai tempi di Moccia e Cuccaro con quelle meravigliose promozioni in serie B”.

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